Devastante attacco di Israele al Libano: colpito anche mezzo italiano di Unifil

Unifil
ROMA\ aise\ - C’è appena stato il “più violento bombardamento israeliano dalla ripresa della guerra”. A riferirlo, a poche ore dall’accordo di cessate il fuoco per 2 settimane tra Stati Uniti e Iran, è stato durante il Question Time Antonio Tajani, Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, che ha parlato di 150 aerei israeliani che hanno sganciato bombe su tutto il Libano. In particolare, sono state bersagliate dall’esercito israeliano Beirut, Sidone e Tiro e per la quale Tajani ha detto che “si contano decine di vittime fra i civili” (centinaia secondo la Croce rossa libanese e molte ancora intrappolate sotto le macerie).
Anche una colonna italiana dell’UNIFIL, che portava elementi a Beirut per il rimpatrio, è stata bloccata dall’IDF da “colpi di avvertimento” che hanno danneggiato un veicolo tricolore. “Nessun ferito”, ha informato Tajani, “ma la colonna è dovuta rientrare”. A tal ragione, ha convocato l’Ambasciatore israeliano in Italia.
“I soldati italiani in Libano non si toccano”, ha detto Tajani. “Le Forze armate israeliane non hanno alcuna autorità per toccare i militari italiani”.
La tregua, dunque, “in Libano non esiste”. Tajani si è detto “profondamente preoccupato” per “le ripercussioni di tutta la crisi in tutto il contesto regionale, diciamo proprio in Libano, che è il fronte sempre più critico, e resta da vedere se, come auspichiamo fortemente, si possa ricominciare a dialogare. Ma mi pare che i segnali che stanno arrivando in queste ore vadano in una direzione negativa”.
Tajani ha spiegato di aver richiesto più volte a Israele di “astenersi da reazioni sproporzionate alle inaccettabili azioni di Hezbollah”, che, a modo di vedere dell’esponente del Governo Meloni avrebbero “trascinato il Paese in un nuovo devastante conflitto”. La priorità, per Tajani, è “la sicurezza degli oltre 1.000 militari italiani impegnati nella missione UNIFIL e nella missione bilaterale MIBIL”. “Su questo saremo inflessibili”.
“Il sostegno al Governo e alle forze armate libanesi è cruciale per rafforzare la sovranità del Libano e per giungere a una soluzione politica negoziata con Israele”. A tal ragione, per il Ministro “il disarmo di Hezbollah rappresenta un passaggio imprescindibile”. E ricordando i messaggi trasmessi attraverso la dichiarazione politica sottoscritta con altri 14 partner europei, Tajani ha affermato: “Hezbollah deve cessare immediatamente tutte le azioni ostili. Israele è obbligata a rispettare pienamente il diritto internazionale umanitario”.
“Dobbiamo evitare che il prezzo più alto venga pagato dalla popolazione civile – ha spiegato in conclusione il titolare della Farnesina -. L'Italia, infatti, è in prima linea anche sul fronte dell'assistenza umanitaria. Abbiamo già stanziato un primo pacchetto di aiuti da 10 milioni di euro e inviato un volo con beni di prima necessità: un segno tangibile di vicinanza alla comunità cristiana e più vulnerabile e all'intera popolazione libanese”. “Quella della diplomazia è l'unica via percorribile”, ha concluso sottolineando come il Governo continuerà a “lavorare con determinazione per rafforzare il dialogo e porre le basi per una de-escalation duratura in tutta la regione”.
L’esercito di Israele, dopo aver sganciato 160 bombe in 10 minuti, ha spiegato di aver colpito solo obiettivi Hezbollah. Non dello stesso avviso il premier libanese Nawaf Salam, secondo cui si profila una devastante “strage di civili” dopo gli attacchi dell’IDF. Questi devastanti attacchi al Libano, secondo quanto riportato dall’agenzia stampa iraniana Fras, hanno portato alla decisione dell’Iran di chiudere “il transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz”, che è uno dei punti centrali dell’accordo di cessate il fuoco.
Una “ferma e indignata protesta” per quanto accaduto al convoglio italiano UNIFIL è arrivata anche dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto, che in una dichiarazione ha spiegato: “solo lievi danni ai veicoli, non si registrano feriti, ma fino a quando? È inaccettabile che militari italiani impegnati sotto bandiera delle Nazioni Unite, con compiti esclusivamente di garanzia della pace e della stabilità, vengano esposti a situazioni di rischio da parte dell’esercito israeliano”.
“La messa in pericolo di convogli chiaramente identificati con la bandiera dell’ONU non può essere tollerata – ha aggiunto ancora il Ministro della Difesa italiano -. Si tratta di un comportamento grave che rischia di compromettere la sicurezza dei peacekeeper e la credibilità stessa della missione”.
Crosetto ha quindi chiesto alle Nazioni Unite di intervenire presso le Autorità Israeliane “con la massima urgenza per chiarire l’accaduto, adottare tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza del contingente italiano e di tutto il personale UNIFIL”.
“L’Italia continuerà a sostenere la missione di pace, ma pretende il pieno rispetto del ruolo di UNIFIL e la tutela dei propri militari – ha concluso -. Episodi come questo sono intollerabili e non devono ripetersi”. (aise)