Flotilla: attivisti pronti a rientrare in Italia

ROMA\ aise\ - Tutti i partecipanti alla Flotilla sono in corso di trasferimento da Ketziot a Eilat per l’imbarco sui charter Turkish. È quanto ha riferito questa mattina in una nota il Ministero degli Affari Esteri italiano, assicurando che i funzionari dell’Ambasciata a Tel Aviv hanno seguito le procedure per l’assistenza del caso presso la struttura di Ketziot e sono presenti in aeroporto insieme ai 29 attivisti italiani.
Intanto per il ministro Antonio Tajani “è stata superata una linea rossa”. In una intervista pubblicata oggi dal quotidiano l’Avvenire, Tajani si è detto convinto che “si debba far capire con la massima chiarezza ai nostri interlocutori israeliani che episodi come questo accentuano l’isolamento di Israele anche nei confronti dei Paesi più amici. Valuteremo il nostro atteggiamento politico. Valuteremo cosa fare anche in Europa”, ha ammonito. “Anche chi non condivide e considera provocatorie le campagne delle flottiglie, non può tollerare che cittadini non armati vengano trattati in questo modo”.
All’ambasciatore d’Israele in Italia convocato ieri alla Farnesina è stato detto che “il Governo italiano esige che Israele garantisca l’incolumità fisica e il rimpatrio immediato di tutti i civili fermati dalle forze israeliane”.
Sul video pubblicato ieri dal ministro israeliano Ben Gvir, che aveva provocato lo sdegno del governo italiano e non solo, si è espresso in serata anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. commentando quanto accaduto agli attivisti della Flotilla trattenuti in Israele, il capo dello Stato ha parlato su X di “trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele”. (aise)