“Raffaello oltre lo sguardo” all’IIC di New York

NEW YORK\ aise\ - Un autorevole panel di relatori animerà il 10 aprile a New York “Raffaello oltre lo sguardo”, una conversazione sulle recenti scoperte attorno all’artista. L’evento segna l’apertura ufficiale della mostra “Raffaello e i colori dell’antico nella Villa Farnesina”, visitabile presso l’Istituto Italiano di Cultura fino all’8 maggio.
La mostra è stata concepita in dialogo con la concomitante esposizione “Raphael Sublime Poetry” del Metropolitan Museum of Art, curata da Carmen Bambach, una delle relatrici della conferenza all’IIC, evidenziando così un prestigioso scambio tra le due istituzioni.
Il programma della conferenza del 10 aprile si aprirà alle ore 18:00 con la tavola rotonda “Raffaello oltre lo sguardo” alla quale parteciperanno: Carmen Bambach, curatrice del Metropolitan Museum of Art; Virginia Lapenta, restauratrice di Villa Farnesina a Roma; Giulia Silvia Ghia, assessora alla Cultura di Roma; Marco Leona, responsabile del Dipartimento di Ricerca Scientifica del Metropolitan Museum of Art. Il dibattito sarà moderato Claudio Pagliara, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York.
Alle ore 19:00, ci sarà l’apertura ufficiale della mostra, seguita da un ricevimento.
La mostra “Raffaello e i colori dell’antico nella Villa Farnesina“ propone ai visitatori un incontro ravvicinato con gli affreschi delle logge di Villa Farnesina, opera di Raffaello Sanzio e della sua bottega, e fa luce sulle più recenti scoperte sull’origine di alcuni pigmenti utilizzati dal maestro del Rinascimento.
Grazie a un sistema interattivo, i visitatori potranno immergersi e navigare virtualmente nella Loggia di Amore e Psiche della Villa Farnesina a Roma, opera di Raffaello e della sua bottega, e ammirare — come se fossero a poca distanza — i dettagli delle circa 170 specie di frutti e fiori, tra radici, fusti, bulbi, foglie e funghi rappresentati nei festoni. Si tratta di particolari difficili da osservare durante una visita in loco, poiché la volta si trova a circa otto metri di altezza.
Oltre alla straordinaria bellezza estetica, di particolare interesse è il fatto che Raffaello abbia rappresentato frutti e vegetali provenienti da tutte le aree del mondo allora conosciute, compreso il continente americano, a poco più di vent’anni dall’arrivo dei primi esploratori europei.
A dimostrazione del fervore intellettuale che animava la bottega di Raffaello, analisi condotte con tecnologie avanzate dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro sugli affreschi delle due logge della Villa Farnesina — la Loggia di Amore e Psiche e la Loggia di Galatea — hanno evidenziato l’uso di pigmenti già noti e utilizzati nell’antichità, come il blu egizio e il giallo di Napoli.
Campioni di questi pigmenti, accompagnati da spiegazioni sulla loro origine e sulle ragioni per cui Raffaello e la sua bottega tornarono a impiegarli in questo capolavoro del Rinascimento, saranno esposti in Istituto. (aise)