ELOGIO DEL DECLUTTER - DI MICHELE CARACCIOLO DI BRIENZA

ELOGIO DEL DECLUTTER - di Michele Caracciolo di Brienza

ZURIGO\ aise\ - “In questi tempi di pandemia la nostra capacità di spesa si è notevolmente ridotta se non altro perché tutti i negozi sono stati chiusi tranne appunto le farmacie e i supermercati. Adesso si è ripartiti. Si ricomincia. Ci sarà una seconda ondata? Staremo a vedere. Sta di fatto che questo virus non è sincronizzato in tutti i paesi e c’è chi tra i medici dice che starà in circolazione un paio d’anni. Per via della limitazione di movimento e di spesa si è potuto comunque acquistare attraverso internet. Ma non è la stessa cosa. Chi scrive ha sperimentato la piacevole sensazione della sobrietà e del risparmio che sono virtù e non difetti degenerati in avarizia”. Partono da qui le riflessioni che Michele Caracciolo di Brienza affida alla rubrica che cura su “La Rivista”, mensile diretto a Zurigo da Giangi Cretti.
“La sobrietà e il declutter implicano circondarsi solo degli oggetti che utilizziamo correntemente. L’opposto di questo circolo virtuoso è l’accumulazione patologica. Declutter indica infatti in inglese la pratica di liberarsi degli oggetti vecchi o inutili.
Una cosa è un archivio e la conservazione di oggetti che hanno un valore perché sono antichi e una cosa invece sono gli oggetti inutili. Pensiamo oggi alle proprie case in cui si accumulano prodotti che spesso e volentieri non sono necessari a farci sentire più contenti. Un aspetto buono della pandemia è stato quello di darci appunto l’opportunità di ridurre i nostri consumi obbligatoriamente.
Nonostante ciò ci sono stati misteriosi casi di accumulazione di carta igienica. La ricerca di sicurezza e di comfort si ottiene benissimo applicando il minimalismo. Il che non vuol dire avere attorno a sé oggetti di scarsa qualità ma avere pochi oggetti che utilizziamo sovente ma belli e di ottima qualità. Anziché avere tanti maglioni scarsi e a buon mercato meglio averne pochi e di ottima qualità. È una libera scelta. Ognuno di noi è circondato nelle proprie case da circa diecimila oggetti. Se si riuscissero a ridurre i consumi e a valorizzare gli oggetti che si hanno, ad aggiustarli e a mantenerli ci sarebbe anche un vantaggio nella riduzione dell’inquinamento e del ritmo di produzione. Quest’atteggiamento si applica a tutto: ai vestiti, agli oggetti di uso quotidiano, ed è semplicemente bello.
I benefici mentali e spirituali di questo modo di vita sono innumerevoli e immediati. Il primo che chi scrive ha sperimentato è che si ha un senso di leggerezza e comodità nel trovare gli oggetti di cui si ha bisogno in un momento. Si fa spazio e si conservano soltanto cose che sono utili, uniche e che hanno un valore intrinseco. Si elimina tutto ciò che non ha alcun valore di per sé ma che ha solo un valore sentimentale spesso eccessivo. Non è necessario accumulare. È necessario avere a portata di mano quegli oggetti che si usano con frequenza.
Basta avere tre o quattro penne che scrivono e che sono belle, anziché mille penne vecchie di anni che non scrivono e che sono tenute lì a prender polvere soltanto come ricordo di un tempo passato. Si può fare una foto a queste penne di aziende che non esistono neanche più. Si fa una foto e poi si buttano. Questo vale anche con certe relazioni e con certi ricordi. Se non hai piacere ad avere contatti con una persona, perché mai su Facebook dovrei dare l’amicizia a vecchi amici che non lo sono più? Si ritrovano nel proprio cammino di vita soltanto grazie ad una piattaforma bizzarra che ci fa ricordare dopo anni senza alcun senso.
Se avevi perso quella persona forse ci sarà stato un motivo, no? I benefici del declutter sono appunto leggerezza, serenità, spazio per nuove idee, pulizia della casa, forza d’animo. Uno dei consigli che si può dare in questo periodo in cui molte persone lavorano ancora da casa è di fare una selezione, ringraziare gli oggetti che si non si usano e regalarli, buttarli, insomma sbarazzarsene. I libri meritano un discorso a parte. È un peccato vederli nei cassonetti della carta ed essere destinati al macero. Alcune iniziative che sono nate anni fa in Germania e che sempre di più si vedono anche in Svizzera prevedono la trasformazione delle cabine telefoniche in piccole librerie di economia circolare in cui i libri sono depositati per essere presi gratuitamente da chiunque.
Chi vuole va e li prende. È una bella iniziativa che permette di alleggerire le case e non vede dei libri buttati e persi. Il declutter, la sobrietà, l’essenzialità di vita sono degli atteggiamenti mentali e di comportamento che hanno come conseguenza la chiarezza di pensiero, la leggerezza nello stato d’animo e soprattutto una grande felicità”. (aise) 

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