Messaggero di Sant’Antonio/ Ambasciatori del Piemonte in Costa Rica – di Laura Napoletano


PADOVA\ aise\ - "Secondo i dati dell’Ambasciata d’Italia in Costa Rica, sono 8.120 gli italiani residenti nel Paese centro-americano: 263 provengono dal Piemonte, ben rappresentati da un’associazione che dal 2004 permette di condividere le comuni origini ed è attualmente guidata da Gianni Guadagnin. "L’Associazione Piemontesi della Costa Rica è nata nel 2004 grazie all’entusiasmo di poche persone, ma con il passare del tempo si è ingrandita. Oggi conta circa trenta iscritti e tanti simpatizzanti, ed è guidata con grande competenza dal presidente". Giovanni Sicolo, vicepresidente del sodalizio, racconta così, con orgoglio, il percorso dell’associazione in un Paese che dal 1948 ha abolito l’esercito, grazie al presidente José Figueres Ferrer, destinando a sanità e istruzione i fondi precedentemente assegnati alle forze armate". A scriverne è stata Laura Napoletano in questo pezzo per il “Messaggero di Sant’Antonio – edizione per l’estero”.
""Non disponiamo di molte risorse economiche, e troviamo difficoltà a ottenerle dal Piemonte – lamenta Sicolo –. Ci sentiamo una piccola minoranza, ma andiamo avanti tenacemente cercando di preservare e far conoscere le nostre tradizioni e la nostra cultura regionale ai figli e ai nipoti, accogliendo anche chi proviene da altre regioni italiane. Abbiamo creato un sito, dei canali social e siamo disponibili con chiunque chieda informazioni per viaggiare in Costa Rica o per iniziare un percorso professionale ". Giovanni Sicolo, nato a Biella da genitori calabresi emigrati in Piemonte negli anni Cinquanta del secolo scorso, racchiude in sé tutto l’entusiasmo di un piemontese che, a migliaia di chilometri di distanza, è sempre orgoglioso della propria terra.
Il vicepresidente dell’Associazione Piemontesi racconta l’incontro con sua moglie Giovanna, costaricana di origine piemontese: "L’ho conosciuta nel 1998 a Biella. Suo padre, nativo di Pollone, era emigrato in Costa Rica. E io sono andato lì l’anno seguente. All’inizio è stato un viaggio da turista, e per incontrare la famiglia di Giovanna, ma poi si è tramutato nel desiderio di vivere l’esperienza migratoria. Il primo anno è stato molto difficile, lontano dai genitori, con nuove abitudini e un salto all’indietro di cinquant’anni in fatto di infrastrutture e tecnologie. Ma con la forza e l’appoggio di mia moglie e della famiglia ci sono riuscito ". Giovanni Sicolo ha iniziato la sua avventura oltreoceano con un’impresa di costruzioni, in qualità di idraulico, per poi approdare al mondo della scuola e della ristorazione. "Nei primi anni di vita qui – ricorda – ho lavorato con un’impresa gestita da Alessandro Poma, e nel frattempo ho sistemato la documentazione per la residenza stabile. Non avevo molti rapporti con altri italiani, né informazioni sulle associazioni presenti, né un contatto diretto con l’Ambasciata d’Italia. Poi, con il passare del tempo e frequentando alcuni ristoranti, ho incontrato altri connazionali che si riunivano e si scambiavano idee sull’associazionismo.
Infine ho conosciuto una scuola di lingue per stranieri dove insegnavano l’italiano e mi hanno assunto per insegnare lingue, dopo aver, a mia volta, seguito un percorso di formazione specifico. Dal 2013 sono anche pizzaiolo. Ho frequentato diversi corsi con l’Accademia e la Scuola pizzaioli nel mondo – sotto la guida di Massimiliano D’Aria, campione del mondo dei pizzaioli nel 2017 – e sono diventato un appassionato insegnante dell’arte della pizza. In questa veste, cerco di trasmettere la passione e l’amore per l’Italia agli alunni che vogliono imparare la lingua italiana, la nostra arte, cultura, storia, e le nostre tradizioni gastronomiche. Tutto il mondo ama l’Italia"". (aise)