Messaggero Sant’Antonio/ Un destino multiculturale – di Laura Napoletano


PADOVA\ aise\ - “A casa sua, Paola Urbani ha vissuto l’infanzia all’insegna del multiculturalismo così che i suoi sogni non potevano non avere la forma del viaggio e della conoscenza. Oggi Paola è una professoressa dell’Università TEC di Monterrey, ultima tappa (per ora) di un percorso professionale che da Vicenza l’ha portata prima a girare gli Stati Uniti, e poi ad approdare a Città del Messico”. Ad intervistarla è stata Laura Napoletano per il “Messaggero di Sant’Antonio – edizione per l’estero” di aprile.
““Negli anni ’60 del secolo scorso – racconta Paola – mia nonna affittava appartamenti ai militari americani di Camp Ederle, a Vicenza. Due zie conobbero i loro futuri mariti e si trasferirono negli Stati Uniti. Mio padre era musicista e lavorava spesso in caserma. Io e la mia sorella gemella Silvia cantavamo con lui un repertorio fatto di musica soul, jazz, latina e rock. La conoscenza delle lingue è diventata per noi una priorità, ed è stato per me naturale iscrivermi alla facoltà di Lingue e letterature straniere dell’Università di Padova. Ho viaggiato spesso negli Stati Uniti. Ero innamorata della California, ma fin dai primi viaggi mi incuriosiva anche il Messico. Tra il 2007 e il 2009 mi venne proposto di affiancare, come interprete, una speaker di conferenze sull’autoconoscenza, poi mi è stato chiesto di seguire un gruppo che si dedicava a questi studi a Città del Messico. Sono partita nel settembre del 2009, e ho lavorato come insegnante di inglese e italiano in una ditta di software”.
Per Paola Urbani l’arrivo a Città del Messico non è stato particolarmente felice, e dopo un anno di lavoro nella megalopoli azteca, si è trasferita a Monterrey.
“A Città del Messico – ricorda Paola – conobbi una signora che aveva con sé un libro di san Francesco d’Assisi, e me lo prestò. La prima frase che lessi fu: “Alzati perché devi partire per un lungo viaggio”. Questa frase mi arrivò dritta al cuore. In due settimane mi organizzai e partii per Monterrey con l’idea chiara di lavorare all’università, di continuare a cantare e di fare conferenze sull’autoconoscenza, una mia passione. Nel giro di due mesi tutte queste cose sono arrivate. Sembrava un miracolo. Monterrey mi ha permesso di realizzarmi, di crescere, è un luogo che ha creduto in me, che ha forgiato la migliore versione di me”.
Oggi Paola Urbani è una stimatissima professoressa universitaria di inglese, italiano, argomentazione e public speaking. Collabora con la rivista “De Clase Internacional” e con il progetto di un dizionario sulla parlata di Monterrey (El Habla de Monterrey). Collabora con la Società Dante Alighieri come co-responsabile del PLIDA (Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri), e come insegnante di italiano. È interprete e traduttrice di inglese, spagnolo e italiano, e lavora con grandi aziende statunitensi.
Paola continua a cantare mettendo il suo talento a disposizione della raccolta di fondi per bambini malati.
“Devo molto alla mia famiglia, ricca di talento – ammette Paola –. A Monterrey ho trovato molto sostegno, una seconda casa. Il primo contatto con gli italiani è avvenuto attraverso la Società Dante Alighieri. Qui ho conosciuto tanti amici. Abbiamo organizzato molti eventi culturali. Una parte di me non vuole cancellare il fatto di essere italiana ed è la ragione per cui ancora non ho chiesto la cittadinanza messicana. Il mio punto di riferimento rimane la mia nonna paterna, che è mancata nel 2023 all’età di 110 anni, la quale amava “servire” gli altri, e questo le rendeva bella la vita. Tutti i giorni mi confronto con la mia parte italiana – conclude Paola –. Ultimamente sto sostenendo alcune famiglie italiane che vengono a Monterrey a fare dei trattamenti terapeutici per i figli affetti da encefaliti o paralisi cerebrali””. (aise)