Messaggero Sant’Antonio/ Vevey, Colledimezzesi in festa - di Laura Napoletano


PADOVA\ aise\ - “Per tutti è un patto d’amicizia solido, che ha origine nella prima metà del ’900, con le migrazioni dei Colledimezzesi a Vevey, nel cantone di Vaud. Un patto che si rinnova e si celebra ogni anno, e che coinvolge le due comunità, svizzera e italiana. “Tutto ebbe inizio nel 1956 – ricorda il presidente dell’Associazione Colledimezzese di Vevey, Francesco Carrea – quando due uomini di Colledimezzo (Chieti) arrivarono qui in cerca di lavoro: uno come muratore, l’altro in un’officina meccanica. Ben presto diverse famiglie di questo piccolo borgo italiano li seguirono. Oggi a Vevey ne rimangono solo una sessantina, ma molte di più sulla Riviera, e circa quaranta nella regione vallesana del Chablais, tra Collombey e Monthey”. Francesco Carrea è presidente di un’associazione che conta 110 soci e che da oltre 45 anni rappresenta un punto di riferimento per i compaesani del piccolo borgo situato nel Parco Nazionale della Majella, ma anche per i numerosi abruzzesi che hanno scelto la Svizzera francese per tentare di dare corpo al loro sogno di successo professionale”. Ad intervistarlo è stata Laura Napoletano per il “Messaggero di Sant’Antonio – edizione per l’estero” di luglio – agosto.
““L’associazione – precisa Carrea – nacque nel 1979 grazie a un gruppo di volenterosi guidati dall’allora presidente Vincenzo Marchetti, entusiasti di poter condividere le comuni radici. Le prime feste vennero organizzate a Saint Prex e coinvolsero 220 persone. Dal 2017, io, che sono nato a Vevey, ho l’onore di presiedere l’associazione” che opera anche nella terra d’origine.
Alcuni anni fa, ad esempio, è stato distribuito ai cittadini del paese abruzzese un insolito “elenco telefonico” in cui figurano non solo nomi, numeri e indirizzi di Colledimezzesi in Svizzera, ma anche i rapporti di parentela fino alle terze generazioni, con l’indicazione dei capostipiti che partirono essenzialmente negli anni ’50 del secolo scorso per insediarsi a Vevey. “L’iniziativa – spiega Carrea – fu realizzata dall’allora presidente, Felice Monaco, e fu portata avanti con la collaborazione del Comune e della Pro Loco, e l’impegno di Cristian Simonetti”.
Nato ufficialmente il 9 maggio 1979 come Associazione dei Colledimezzesi Vevey-Montreux, il 12 novembre 2010 il sodalizio si è trasformato in Associazione Colledimezzese in Svizzera, guidata da Felice Monaco che, insieme al comitato, organizzò anche alcuni corsi per insegnare a cucinare la pasta, le salsicce fresche e i dolci di casa. A Vevey, dove vivono 250 emigrati del paese abruzzese, fu proiettato anche il documentario realizzato da Morena La Barba, regista e sociologa dell’Università di Ginevra, dal titolo Colledimezzo, paese senza confini.
“Ogni anno, nel mese di giugno, celebriamo con la città di Vevey la Giornata dell’Amicizia con il Comune di Colledimezzo. Il legame tra i due comuni, nato nel 2019, è stato ufficializzato da un documento firmato dai sindaci Yvan Luccarini e Christian Simonetti, e dal sottoscritto – precisa Carrea –. In occasione dei 45 anni dell’associazione fu presentato al pubblico il vino italo-svizzero Lu ColVè, un blend di Montepulciano d’Abruzzo coltivato nel territorio di Vevey. L’iniziativa fu resa possibile anche grazie ai contributi del Cram (Consiglio regionale abruzzesi nel mondo). In quell’occasione, l’Istituto alberghiero di Villa Santa Maria preparò un menu abruzzese d’eccellenza, e per i ragazzi quell’evento si trasformò in un’esperienza culturale, di studio, professionale e umana molto significativa””. (aise)