Charleroi celebra la Repubblica: memoria, comunità e Sistema Italia in Consolato – di Alessandro Butticé

BRUXELLES\ aise\ - Una celebrazione intensa, partecipata e ricca di significati quella organizzata ieri, 4 giugno, dal Consolato Generale d’Italia a Charleroi per l’80° anniversario della proclamazione della Repubblica italiana.
Segue quello del 2 giugno presso la Residenza dell’Ambasciatore d’Italia in Belgio, a Bruxelles. Due giorni dopo, nella prestigiosa Salle des Congrès del Palais des Beaux-Arts, autorità belghe e italiane, rappresentanti del mondo economico, culturale e associativo, insieme a tantissimi connazionali, hanno preso parte a una serata che ha confermato ancora una volta il ruolo centrale della comunità italiana in Vallonia e il valore del “Sistema Italia” all’estero.
Al centro della celebrazione il discorso del console generale, Pierluigi Gentile, che, dopo aver porto il saluto dell’ambasciatrice d’Italia in Belgio, Federica Favi, impossibilitata ad essere presente, ha saputo unire memoria storica, identità nazionale e visione europea, richiamando le radici profonde del legame tra Italia e Belgio. Un intervento particolarmente apprezzato per il suo tono istituzionale ma anche umano, nel quale il console generale ha ricordato come il 2 giugno 1946 abbia rappresentato “una nuova pagina della nostra storia nazionale”, quando gli italiani e per la prima volta le italiane scelsero “la Repubblica, la democrazia e la libertà”.
Grande spazio, analogamente a quanto fatto il 2 giugno a Bruxelles, è stato dedicato al ruolo delle donne nella costruzione della Repubblica e dell’emigrazione italiana. Gentile ha ricordato come le donne abbiano contribuito a trasmettere valori fondamentali quali “il senso del dovere, la solidarietà, lo spirito di sacrificio, la coesione familiare e l’attenzione verso i più fragili”, svolgendo un ruolo decisivo anche nei percorsi di integrazione delle comunità italiane all’estero.
Particolarmente sentito il passaggio dedicato alla storia dell’emigrazione italiana in Belgio e alla memoria del Bois du Cazier, nel settantesimo anniversario della tragedia dei minatori di Marcinelle e delle loro famiglie. Il console generale ha sottolineato come quella memoria appartenga oggi “al patrimonio morale dell’Europa intera”, ricordando il contributo dei lavoratori italiani alla crescita economica e sociale del Belgio e il valore universale della dignità del lavoro, della sicurezza e della tutela della persona umana.
Molto seguito e applaudito anche il videomessaggio del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha voluto rivolgere un saluto agli italiani nel mondo definendoli “parte di una comunità forte delle proprie radici e unita nel segno del nostro amato tricolore”. Parole accolte con grande partecipazione anche dagli ospiti presenti a Charleroi, soprattutto nei passaggi dedicati al ruolo degli italiani all’estero e all’impegno dello Stato nel sostenerli concretamente.
Applausi particolarmente convinti hanno accompagnato l’affermazione del ministro secondo cui “nessun italiano, cittadino o impresa, deve sentirsi solo all’estero”, così come i riferimenti alla riforma della Farnesina orientata a rendere il Ministero “più semplice, trasparente e vicino a cittadini e imprese”. Nel suo messaggio, Tajani ha inoltre ribadito i due pilastri della politica estera italiana, “il legame transatlantico e l’Europa”, ricordando il ruolo dell’Italia nella promozione del dialogo, della pace e della stabilità internazionale. Molto apprezzato anche il passaggio dedicato al sostegno dell’export e delle eccellenze italiane nel mondo: “siamo al fianco di chi produce e esporta nel mondo, per promuovere ovunque l’eccellenza del saper fare italiano”.
Charleroi, ha evidenziato il console generale, rappresenta ancora oggi uno dei luoghi simbolo della presenza italiana in Europa. Con oltre 160 mila iscritti all’Aire, la circoscrizione consolare ospita infatti “una delle più importanti comunità italiane d’Europa”, caratterizzata dalla ricchezza delle sue tradizioni regionali e dalla capacità di contribuire attivamente alla vita economica, sociale e associativa del territorio belga. Un riferimento particolare è stato rivolto alla comunità friulana, storicamente molto presente nella regione e ancora oggi protagonista della vita imprenditoriale e culturale locale.
Nel suo intervento, Gentile ha anche sottolineato la solidità delle relazioni tra Italia e Belgio, fondate su “una cooperazione economica dinamica, valori democratici condivisi e legami umani costruiti nel corso delle generazioni”. Un rapporto che si traduce quotidianamente in collaborazioni concrete tra istituzioni, imprese, associazioni, università e organismi culturali.
È proprio qui che è emersa con forza la dimensione del “Sistema Italia”, che chi scrive, quale patriota italiano-europeo insignito Omri, considera da tempo una grande conquista nazionale da incentivare e difendere all’estero.
Il console generale ha voluto ringraziare pubblicamente il personale del Consolato, il Comites - il cui presidente ha fatto un breve messaggio di saluto e ringraziamento -, i corrispondenti consolari, le associazioni italiane, gli organismi culturali, le scuole, le università e tutti coloro che lavorano ogni giorno per mantenere vivo il legame tra l’Italia e la sua comunità in Belgio. Un riconoscimento particolare è stato inoltre rivolto alla Regione Friuli-Venezia Giulia, agli enti impegnati nella formazione e nell’inserimento professionale, alla Camera di Commercio italo-belga e agli operatori economici che hanno contribuito alla riuscita della serata.
La manifestazione ha così dato un’immagine concreta di un’Italia presente, organizzata e credibile all’estero: capace di valorizzare la propria storia migratoria, promuovere cultura ed eccellenze territoriali, rafforzare relazioni economiche e istituzionali e mantenere vivo il legame con le nuove generazioni di italiani nel mondo. Una comunità che continua a rappresentare un ponte autentico tra Italia e Belgio e che, come ricordato dal console generale nel passaggio conclusivo del suo intervento, contribuisce ogni giorno “alla diffusione dell’immagine dell’Italia nel Paese che ci ospita”.
“Viva la Repubblica italiana, viva il Belgio, viva l’amicizia tra i nostri due Paesi”: con queste parole, accolte da un lungo applauso, ha avuto inizio la parte conviviale, all’insegna dell’eno-gastronomia italiana, che ha saputo unire memoria, identità europea e orgoglio italiano. (alessandro butticè\aise)