I progressi della ricerca italiana

ROMA – focus/ aise – In occasione della Giornata Mondiale della Radio 2026 dell’UNESCO, che si celebra oggi 13 febbraio, dedicata al tema “Radio e Intelligenza Artificiale”, la COPEAM – Conferenza Permanente dell’Audiovisivo Mediterraneo – presenta i risultati del progetto pilota “Artificial Intelligence for Multilingual Radio Broadcasting”, realizzato con il supporto dell’UNESCO e con il contributo scientifico del Centro Ricerche, Innovazione Tecnologica e Sperimentazione della RAI (CRITS) e dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.
La sperimentazione ha analizzato l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi di produzione radiofonica multilingue – trascrizione, traduzione e doppiaggio – applicati a contenuti culturali complessi, a partire dalla serie internazionale in lingua araba “Arab Philosophers – Ancient and Contemporary” appena lanciata da COPEAM e ASBU (Arab States Broadcasting Union).
Secondo Claudio Cappon, Segretario Generale COPEAM, “l’integrazione efficace degli strumenti di IA nei processi di adattamento linguistico consente di ampliare la circolazione internazionale dei contenuti radiofonici, favorendo la collaborazione tra emittenti e l’accesso a nuovi pubblici, anche per organizzazioni con risorse limitate”.
I risultati del test sul piano dei contenuti e della resa linguistica mostrano significativi risparmi di tempo e una buona qualità dei prodotti intermedi generati dall’IA: la trascrizione automatica è stata rivelata affidabile tra il 75% e l’80%, mentre la traduzione automatica tra il 60% e il 65%. La sperimentazione conferma tuttavia l’importanza della revisione umana per garantire accuratezza linguistica, coerenza editoriale e qualità espressiva, elementi fondamentali per i contenuti culturali complessi.
Il progetto ha inoltre evidenziato le criticità legate al trattamento di lingue come l’arabo che, seppur di ampia diffusione, sono sotto-rappresentate nei dataset di addestramento dell’AI, e caratterizzate da forte varietà dialettale.
“L’intelligenza artificiale rappresenta uno strumento utile per le scienze umanistiche e linguistiche, ma deve essere utilizzata con consapevolezza e revisione costante, senza sostituire l’apporto dell’intelligenza e della sensibilità umana”, ha commentato Bishara Ebeid, ricercatore in lingua e letteratura araba presso l’Università Ca’ Foscari Venezia.
Dal punto di vista tecnico, il test ha valutato anche la qualità del doppiaggio generato dall’IA in termini di sincronizzazione, chiarezza, espressività e naturalezza. L’intelligenza artificiale si conferma un valido supporto operativo, ma il raggiungimento di standard professionali richiede comunque supervisione editoriale, revisioni manuali e perfezionamento tecnico.
Dal punto di vista organizzativo e produttivo, quindi, il progetto ha evidenziato la necessità che l’integrazione dell’IA nei flussi di lavoro editoriali venga fatta all’interno di un processo strutturato in cui le tecnologie e le competenze umane interagiscono.
“Un’introduzione realmente significativa di sistemi di IA nei processi ordinari di una media company richiede una piena conoscenza sia delle caratteristiche della tecnologia sia di quelle del contesto di applicazione. Un’unità interna di ricerca e sviluppo può essere molto utile in questo senso, soprattutto per i media di servizio pubblico, dove è necessario garantire il massimo rispetto di standard etici e normativi”, ha dichiarato Alberto Messina, R&D Manager – AI Systems for Content Management, RAI CRITS.
Documentando un workflow completo di adattamento multilingue arabo-italiano assistito dall’IA, secondo COPEAM la sperimentazione condotta propone un modello replicabile per l’innovazione responsabile nel settore radiofonico e per la valorizzazione internazionale e lo scambio di contenuti audio.
Alcuni brevi video che documentano la sperimentazione sono disponibili a questo link.
È stata presentata l’11 febbraio a Trieste la “Mediterranean Quantum Connectivity” (QCIMED), iniziativa strategica europea cofinanziata dal programma Connecting Europe Facility (CEF), finalizzata allo sviluppo di un’infrastruttura avanzata di comunicazione quantistica tra Italia, Austria e area mediterranea. Il progetto, coordinato dal CNR, è partito il 1° gennaio 2026 e avrà una durata di 42 mesi, con l’obiettivo di contribuire in modo decisivo alla futura rete EuroQCI. Al progetto partecipano l'Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRiM), Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e l'Austrian Institute of Technology (AIT). Strategico sarà il ruolo della regione Friuli Venezia Giulia.
Il CNR avrà un ruolo centrale nella gestione e nella supervisione tecnico-scientifica, l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) sarà responsabile del segmento spaziale, per estendere i collegamenti oltre i limiti della fibra; l’INRiM contribuirà allo sviluppo e ai test di tecnologie quantistiche su lunghe distanze; l’AIT (Austrian Institute of Technology) curerà implementazione e validazione sul versante austriaco.
La Regione autonoma Friuli Venezia Giulia sarà capofila del Work Package sulle connessioni terrestri transfrontaliere. La Regione è impegnata nella realizzazione di una rete quantistica a supporto della propria piattaforma logistica e nell’estensione della Rete Pubblica Regionale fino al passo di Coccau, tassello della futura dorsale quantistica italiana. QCIMED rafforzerà la sicurezza delle infrastrutture critiche, la sovranità tecnologica europea e la cooperazione transfrontaliera, aprendo nuove opportunità per industria, ricerca e pubblica amministrazione. (focus\aise)