Italiani nel mondo e dove trovarli (2)

ROMA – focus/ aise – L’Associazione Mondi Lucani APS ha nominato Rocco A. Carriero come Presidente Onorario.
La decisione, assunta dall’assemblea di Mondi Lucani APS, rappresenta un riconoscimento al percorso umano, culturale e associativo di Rocco A. Carriero, consulente finanziario negli Stati Uniti, Premiato Mondi Lucani nel 2019, originario di Montescaglioso e da anni punto di riferimento per la promozione dei valori identitari, sociali e culturali della Basilicata negli USA.
Negli anni successivi al riconoscimento, Rocco A. Carriero ha portato avanti un’importante azione di “restituzione”, traducendo il legame con le sue radici in un impegno concreto di valorizzazione della Basilicata all’estero. In particolare, attraverso il suo ruolo e la sua attività all’interno della Columbus Citizens Foundation di New York, ha contribuito a promuovere l’immagine, la cultura e le eccellenze lucane in un contesto internazionale di grande rilievo.
“La nomina di Rocco A. Carriero è per noi un gesto carico di significato – ha spiegato Maria Andriulli, presidente di Mondi Lucani APS –. Rocco incarna perfettamente lo spirito di Mondi Lucani: il legame profondo con le radici, unito alla capacità di trasformarlo in azione, visione e responsabilità. Il suo percorso di restituzione verso la Basilicata, portato avanti con coerenza e passione anche a New York, rappresenta un esempio autentico di come le comunità lucane nel mondo possano essere protagoniste attive del presente e del futuro della nostra regione”.
L’Associazione ha spiegato che nel suo nuovo ruolo, Rocco A. Carriero accompagnerà idealmente il cammino dell’associazione, contribuendo con la sua esperienza, il suo pensiero e la sua rete di relazioni alle attività e alle progettualità future.
Con “grande emozione e gratitudine” Rocco A. Carriero ha accolto la nomina. “Mondi Lucani APS – ha commentato - è una comunità che crede nel valore delle persone e delle storie. Continuare a restituire alla Basilicata ciò che mi ha dato, anche attraverso questo nuovo ruolo, è per me un onore e una responsabilità che condivido con convinzione”.
Mondi Lucani APS, facendo gli auguri a Carriero, ha anche ribadito che “la sua presenza rappresenterà un valore aggiunto per il rafforzamento della rete culturale e sociale lucana, in Italia e nel mondo”.
Rappresentanti istituzionali, comprese le istituzioni dell’emigrazione italiana, accademici e dirigenti associativi europei. Sono loro che si sono incontrati tra il 18 e il 20 febbraio a Barcellona per un confronto strutturato sul futuro della mobilità, sulla portabilità dei diritti sociali e sulle nuove forme di rappresentanza delle comunità di emigrazione. Il seminario internazionale, dal titolo “Mobile Workers in Europe. Protections, Rights and Representative Structures – Le tutele dei lavoratori in mobilità: diritti e forme di rappresentanza”, è stato organizzato dalle ACLI in collaborazione con la rete EZA – Europäischen Zentrum für Arbeitnehmerfragen e con il sostegno della Commissione Europea.
I lavori si sono aperti con gli interventi di Gabriele Luca Fava, Console Generale d’Italia a Barcellona, Maria Recuero, Segretaria generale della Uniò Sindical Obrera de Catalunya, Don Gianpaolo Ghisleni, responsabile della Comunità cristiana italiana di Barcellona, e Maria Reina Martín, Vice Presidente EZA.
La sessione introduttiva è stata affidata a Matteo Bracciali, Vice Presidente Federazione delle ACLI Internazionali.
La tavola rotonda dedicata al diritto di partire, restare e tornare ha visto il contributo di Toni Ricciardi, docente e storico delle migrazioni nonché deputato del Pd eletto in Europa, Victor Lucian Ionescu, già responsabile del Dipartimento per i Romeni all’Estero, Oksana Pyatkovska, Vice Direttrice dell’International Institute of Education, Culture and Diaspora Relations della Lviv Polytechnic National University, con dibattito moderato da Alessandra Rossi, giornalista RAI.
Il focus sul rapporto tra diaspore e città ha coinvolto Albert Lladó Romero, Head of Policy di UCLG – United Cities and Local Governments, e Mar Jimenez dell’Ajuntament de Barcelona. Il ruolo delle associazioni di emigrazione è stato approfondito da Roberta Martín, Presidente Comites Barcellona, e Gianni Calderone, Presidente Comites Romania.
La sessione dedicata ai sistemi di rappresentanza delle diaspore in Europa ha visto gli interventi di Pietro Mariani, Presidente Commissione VI del CGIE – Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, Driss El Yazami, Presidente del Council of the Moroccan Community Abroad (CCME), Juan Miguel Paz, Consejero General por Francia del Consejo General de la Ciudadanía Española en el Exterior, ed Eric Pestel, Presidente dell’Associations des Européens di Parigi.
Al centro dell’elaborazione seminariale il tema dell’European Social Security Pass (ESSPASS), considerato uno strumento decisivo per rendere la mobilità una dimensione pienamente europea anche sul piano sociale. L’ESSPASS è stato interpretato come un’infrastruttura di cittadinanza capace di garantire maggiore trasparenza dei sistemi di welfare, effettiva portabilità dei diritti previdenziali e assistenziali, riconoscimento più rapido dei titoli di studio e delle qualifiche professionali e un accompagnamento concreto lungo i percorsi di mobilità. L’obiettivo condiviso è evitare che la libera circolazione produca disuguaglianze e frammentazioni, rafforzando invece coesione e fiducia nel progetto europeo.
Nel confronto sui modelli di rappresentanza è emersa con particolare forza la proposta avanzata da Driss El Yazami, Presidente del Council of the Moroccan Community Abroad, di promuovere una Conferenza delle diaspore in Europa come spazio stabile di dialogo tra comunità, istituzioni e società civile. L’idea è quella di costruire un luogo permanente di confronto capace di superare le sole appartenenze nazionali, valorizzare il contributo delle diaspore alla vita economica e culturale dei Paesi di residenza e rafforzare una cittadinanza europea fondata su diritti, partecipazione e corresponsabilità. La proposta è stata accolta come un’opportunità concreta per dare continuità politica e istituzionale al protagonismo delle comunità migranti, riconoscendole non come soggetti marginali ma come attori strutturali dell’Europa contemporanea.
“L’ESSPASS può diventare una svolta storica”, ha dichiarato Matteo Bracciali, Vicepresidente della Federazione delle ACLI Internazionali. “Se sostenuto da una chiara volontà politica, può trasformare la mobilità in una vera esperienza di cittadinanza europea, rendendo i diritti realmente portabili, i sistemi di welfare più trasparenti e accessibili e garantendo un accompagnamento concreto nei percorsi di lavoro e di vita. Non si tratta soltanto di uno strumento digitale, ma di un’infrastruttura sociale capace di ridurre le disuguaglianze generate dalle differenze tra sistemi nazionali, di semplificare le procedure e di dare certezza alle persone che si spostano per lavorare o studiare, a partire dal riconoscimento dei titoli e delle qualifiche.
Ma una cittadinanza europea piena non si costruisce solo con strumenti amministrativi: ha bisogno di comunità vive, partecipazione e rappresentanza. Le diaspore rappresentano una ricchezza strategica per l’Europa proprio perché tengono insieme territori diversi, economie, culture e sistemi sociali. Rafforzare i diritti sociali e sostenere una Conferenza europea delle diaspore significa creare uno spazio stabile di dialogo e corresponsabilità, capace di valorizzare il contributo delle comunità mobili e di renderle protagoniste delle politiche che le riguardano.”
“Da Barcellona, città simbolo di incontro, mobilità e partecipazione, rilanciamo un messaggio chiaro – ha affermato Emiliano Manfredonia, Presidente delle ACLI -: l’Europa non può limitarsi a essere un mercato o uno spazio di coordinamento tra Stati. Deve diventare pienamente un’Europa sociale, capace di garantire diritti effettivi, tutele portabili e rappresentanza reale a tutte le persone che vivono e lavorano al suo interno”.
Le città europee – come Barcellona – sono i luoghi concreti in cui la mobilità prende forma: qui si incrociano comunità, si costruiscono legami, si sperimentano modelli di integrazione e cittadinanza. È nelle città che l’Europa si misura con sé stessa, trasformando la diversità in coesione e la mobilità in opportunità.
“Un’Europa sociale significa rafforzare il Pilastro Sociale europeo con scelte coerenti, investire su protezioni comuni, rendere realmente esigibili i diritti in ogni Stato membro e costruire forme di rappresentanza capaci di andare oltre le sole appartenenze nazionali – hanno spiegato le ACLI -. L’Europa è già una realtà viva. Ora deve scegliere di essere fino in fondo una comunità solidale. Come una cattedrale, si costruisce insieme – pietra dopo pietra – nella responsabilità condivisa verso il futuro”. (focus\aise)