Italiani nel mondo e dove trovarli (3)

ROMA – focus/ aise – Un legame che affonda le radici nella storia. Così è stato presentato il rinnovamento ufficiale del patto di amicizia tra i Comuni di Concordia sulla Secchia, Novi di Modena e il municipio brasiliano di Porto Real, avvenuto nei giorni scorsi nella cornice istituzionale della Biblioteca dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, a Bologna, nell’ambito dell’evento celebrativo per i 50 anni della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo.
L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Vittorio Emanuele II, considerata la prima colonia italiana organizzata in Brasile. L’associazione fu fondata da immigrati provenienti proprio da Novi di Modena e Concordia sulla Secchia, che scelsero di stabilirsi a Porto Real, dando vita a una comunità solida e radicata.
Un legame storico, culturale e umano che attraversa generazioni e continenti, e che oggi si rinnova in forma istituzionale, rafforzando il valore simbolico e concreto dell’accordo tra le comunità coinvolte.
In Brasile è presente una rete articolata e dinamica: ben 7 associazioni, tra realtà storiche e più giovani, sono oggi attive sul territorio nazionale e rappresentano una comunità straordinaria, capace di mantenere vive le tradizioni e al tempo stesso promuovere progettualità moderne e internazionali. In questo contesto, il rinnovo dell’accordo assume un valore strategico e promette di generare importanti opportunità.
Il patto prevede una cooperazione strutturata tra i Comuni nei settori: istruzione e formazione; sviluppo sociale; scambio culturale; iniziative economiche; innovazione tecnologica.
L’obiettivo è favorire lo scambio di esperienze, la realizzazione di progetti congiunti e l’apertura di nuove opportunità istituzionali, contribuendo allo sviluppo locale e al rafforzamento delle relazioni internazionali tra Italia e Brasile.
Il documento è stato sottoscritto da Alexandre Serfiotis, sindaco di Porto Real (Brasile), Enrico Diacci, sindaco di Novi di Modena (Italia), Marika Menozzi, sindaca di Concordia sulla Secchia (Italia), Juliana Pedrazzi Bin, direttrice sociale dell’associazione e Consultrice della Consulta ER nel mondo, e Matteo Daffadà, presidente della Consulta.
Hanno inoltre partecipato alle attività preparatorie il vicepresidente della Consulta, Eduardo Morelli, e il Consultore, Paolo Benzi.
Il rinnovo del patto non è soltanto un atto formale, ma il simbolo di un’amicizia che continua a crescere, fondata sulla memoria delle radici comuni e sulla volontà condivisa di costruire insieme nuove prospettive di sviluppo e collaborazione internazionale.
Si sono svolte il 12 e il 17 febbraio le prime visite didattiche digitali del Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana - MEI, pensate per portare il Museo direttamente nelle classi, in Italia e all’estero. Primo appuntamento in collegamento con Miami, Florida (Stati Uniti).
Un’iniziativa che si inserisce nel lavoro che il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha promosso invitando le scuole a sviluppare percorsi sull’emigrazione: un tema che il MEI racconta ogni giorno, con rigore storico, strumenti educativi e testimonianze, trasformando la memoria in esperienza.
Protagonista di questi primi appuntamenti è stata la Carver School di Miami, grazie alla collaborazione con il Consolato Generale d’Italia a Miami: due incontri dedicati all’emigrazione italiana negli Stati Uniti, tra storie, documenti e narrazioni che rendono il Museo uno spazio vivo di apprendimento.
“Questa nuova modalità di visita apre una strada importante: rafforzare il legame con le scuole e creare occasioni di incontro con studenti e studentesse italo-discendenti nel mondo, portando il MEI oltre i confini fisici del Museo”, ha spiegato il MEI.
Questo innovativo format sarà presentato anche a Didacta, appuntamento fieristico annuale dedicato all'innovazione scolastica e all'istruzione, che quest’anno si svolgerà dall’11 al 13 marzo a Firenze.
Con oltre sessant’anni di presenza attiva nell’associazionismo italiano del Cantone, il Gruppo Alpini di Ginevra ha celebrato la sua 62ª Assemblea Generale presso la prestigiosa Maison Dufour, confermando ancora una volta la vitalità e la solidità di una realtà che rappresenta un importante punto di riferimento per la comunità italiana e per il territorio ginevrino.
Il capogruppo Antonio Strappazzon ha aperto i lavori statutari portando il saluto degli Alpini ginevrini agli ospiti intervenuti: il colonnello Bernard Revol, presidente nazionale dei Chasseur Alpins francesi, accompagnato dal capitano Claude Baldini e dall’adjudant René Gaillard della sezione di Annemasse e l’adjudant J.P. Gujon, presidente della sezione Pays de Gex.
Presente anche Carmelo Vaccaro in rappresentanza del Comitato degli Italiani all’Estero, in qualità di responsabile della Commissione rapporti con le associazioni. Una presenza che ha voluto testimoniare il forte legame di amicizia e collaborazione che unisce realtà associative e istituzioni elette. Vaccaro ha portato i saluti del Comites e della sua presidente, Laura Facini, e ha fornito alcuni chiarimenti sulla nuova legge sulla cittadinanza e sulle novità per il rinnovo dei documenti d’identità per le fasce oltre i 75 anni.
Uno dei momenti più intensi dell’assemblea è stato il ricordo degli Alpini “andati avanti”. Su invito del capogruppo, Loris Faganello ha letto i nomi dei soci scomparsi, in un momento di raccoglimento e memoria condivisa. Un gesto semplice ma carico di significato, che ha ricordato come il Gruppo Alpini non sia soltanto un’associazione, ma una comunità fondata su valori profondi quali solidarietà, sacrificio, amicizia e spirito di servizio. Valori che continuano a vivere attraverso l’impegno dei soci e che rappresentano il filo rosso che unisce le generazioni.
La parola è poi passata al presidente di giornata, il colonnello Norberto Birchler, che ha guidato l’assemblea nei punti all’ordine del giorno: l’approvazione del verbale 2025 e delle finanze del Gruppo, affidate all’alpino Giacomo Schiagno. Successivamente, Antonio Strappazzon ha presentato il suo rapporto annuale, illustrando le numerose attività che vedono ogni anno il gagliardetto alpino ginevrino presente a cerimonie, commemorazioni e iniziative associative. Un impegno costante che testimonia la volontà di custodire la memoria storica e trasmettere alle nuove generazioni il senso del dovere civico e dell’appartenenza.
Nel suo intervento finale, il capogruppo ha voluto ricordare con preoccupazione i conflitti che segnano l’attualità internazionale, esprimendo l’auspicio che si possa presto tornare a parlare di pace. Un messaggio che rispecchia pienamente lo spirito alpino: uomini e donne che, pur nati in una tradizione militare, oggi si fanno portatori di valori universali di solidarietà, dialogo e convivenza pacifica.
Durante lo spazio dedicato alle varie ed eventuali, gli ospiti hanno portato il saluto delle rispettive associazioni, sottolineando l’importanza della collaborazione e del lavoro in rete tra realtà diverse ma unite dagli stessi ideali.
L’assemblea si è conclusa in un clima di amicizia con il pranzo preparato con cura dallo chef alpino Antonio Cavalli, insieme alle donne alpine che da sempre accompagnano con dedizione e discrezione le attività del Gruppo.
Il Gruppo Alpini di Ginevra è oggi una delle associazioni italiane più longeve del Cantone e rappresenta un esempio concreto di volontariato attivo e di integrazione. Il sodalizio partecipa con costanza alle commemorazioni organizzate a Ginevra e nella vicina Francia e organizza, ogni anno, la cerimonia del 4 novembre, dedicata alla fine della Prima Guerra Mondiale e alla Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Occasioni preziose per mantenere viva la memoria e trasmettere alle nuove generazioni i valori della storia e dell’identità. (focus\aise)