La voce degli eletti all’estero (2)

ROMA – focus/ aise – “Il 2025 è stato un anno intenso e complesso per le nostre comunità all’estero. Tra difficoltà e scelte sbagliate del Governo — dal tentativo di limitare il voto alla nuova legge sulla cittadinanza — è passato un messaggio inaccettabile: quello di italiani di serie B. Un messaggio che rifiuto con forza”. Questo il messaggio che Francesco Giacobbe, senatore del Pd eletto in Australia, ha rivolto agli italiani nel mondo alla vigilia della fine dell’anno.
Il senatore eletto all’estero ha però voluto ricordare anche i risultati ottenuti quest’anno: “il riacquisto della cittadinanza per chi l’aveva persa prima del 1992 e 7 milioni di euro recuperati dal Pd per lingua, cultura e comunità italiane nel mondo”.
“Per me esiste una sola comunità italiana, unita, senza confini, con pari diritti e dignità”, ha aggiunto ancora Giacobbe in conclusione. “Nel 2026 continuerò a essere al vostro fianco, con l’impegno e la determinazione di sempre – ha spiegato rivolgendosi direttamente agli italiani nel mondo -. Potrebbe essere l’anno del riscatto, anche grazie all’attesa decisione della Corte Costituzionale sulla cittadinanza”.
“La destra vuole cambiare la legge elettorale con la manovra a ridosso del voto, una vergogna”. Questo il commento a margine del voto sulla Legge di Bilancio del deputato del Pd eletto in Europa, Toni Ricciardi.
“L’ordine del giorno a firma del collega Andrea Di Giuseppe, sul quale il Governo ha espresso parere favorevole, apre un precedente istituzionale molto grave – ha spiegato l’eletto all’estero -. Con una legge di bilancio, e addirittura tramite un ordine del giorno, si impegna il Governo a mettere mano alla legge elettorale e alle modalità di voto degli italiani all’estero a meno di 90 giorni da una consultazione elettorale”.
Ricciardi ha spiegato quindi che “la legge di bilancio è lo strumento con cui si discutono risorse, diritti e politiche pubbliche, non può diventare il veicolo per modificare le regole del gioco democratico a ridosso del voto”. Secondo il deputato dem, dunque, “intervenire sulla normativa elettorale così a ridosso di una consultazione, per di più riguardante una specifica circoscrizione come quella degli italiani all’estero, solleva seri dubbi di legittimità e opportunità. Questa procedura rischia di minare la certezza del diritto e il corretto funzionamento delle istituzioni democratiche”.
Una legge di Bilancio che provoca “rammarico” e “profonda delusione” nel deputato eletto all’estero con il Pd, Nicola Carè, secondo il quale, “ancora una volta non offre risposte adeguate agli italiani residenti all’estero”.
A margine del dibattito parlamentare, Carè ha spiegato come nel testo della manovra “sono presenti soltanto stanziamenti limitati e marginali a favore di organismi e strutture che operano per le nostre comunità nel mondo. Misure certamente utili, ma del tutto insufficienti e prive di una visione strategica capace di affrontare i nodi reali che da anni attendono risposte”.
Per l’eletto all’estero “mancano interventi strutturali su cittadinanza, pensioni, sicurezza sociale, servizi consolari e diritti, così come manca una reale valorizzazione del contributo economico, culturale e sociale che milioni di italiani all’estero continuano a garantire al Paese. Ancora una volta, gli italiani nel mondo non trovano spazio nell’idea di Italia che emerge dalla legge di bilancio”.
“È una mancanza che dispiace – ha aggiunto il deputato – perché alimenta una distanza tra lo Stato e una parte fondamentale della sua comunità nazionale. Gli italiani all’estero non possono essere considerati una voce residuale o un costo da contenere”.
Carè ha infine assicurato che “non verrà mai meno l’impegno parlamentare per colmare questa lacuna, per difendere i diritti delle nostre comunità, rafforzare lingua, cultura e servizi, e costruire finalmente politiche pubbliche all’altezza del ruolo che gli italiani nel mondo svolgono per l’Italia. È una battaglia di giustizia e di dignità che continuerò a portare avanti con determinazione”. (focus\aise)