La voce degli eletti all’estero (2)

ROMA – focus/ aise – “La riforma che porta a 50 anni la validità della carta d’identità per gli over 70, inserita nel Decreto PNRR approvato dal Consiglio dei Ministri, è una grande vittoria, attesa da anni, soprattutto per i nostri pensionati all’estero, e che i vari governi di sinistra non hanno mai realizzato”. Così Simone Billi, deputato della Lega eletto in Europa e Presidente del Comitato per gli Italiani nel Mondo, che in una nota commenta il decreto approvato ieri dal Consiglio dei Ministri.
“Questa riforma – sottolinea il deputato – è un altro risultato concreto di questo Governo di centrodestra, che ancora una volta si dimostra il Governo del fare nell’interesse della comunità italiana all’estero”.
“Ringrazio tutto il Governo per aver ascoltato la mia proposta, che porto avanti da diversi anni: già nel 2024 – ricorda Billi – ho sollevato la questione in Aula ed ho presentato una proposta di legge dedicata; nei mesi successivi ho dialogato a lungo con i Ministeri competenti affinché questa riforma entrasse concretamente nei testi del nostro Governo. Con questa misura si semplifica la vita a milioni di cittadini, si alleggerisce il lavoro dei Consolati e – conclude – si dà finalmente una risposta di buon senso alle esigenze della comunità italiana nel mondo”.
Verrà presentato lunedì 2 febbraio, alle 17.00, presso l’Istituto Guimarães Rosa (piazza Navona 18) a Roma, “Conversas sobre o futuro”, edizione brasiliana (edita da Editore Sestante) del volume “Conversazioni sul futuro”, pubblicato in Italia da PaperFirst.
All’incontro, aperto dai saluti iniziali dell’Ambasciatore del Brasile a Roma, Renato Mosca, e di Fabio Porta, deputato Pd eletto in Sud America, discuteranno del libro Giulio Gambino, Massimo Canevacci e Roberto Panzarani.
Le “Conversazioni sul Futuro” sono il frutto di una serie di incontri tra Domenico De Masi e il giornalista Giulio Gambino, svoltisi tra dicembre 2021 e maggio 2023 nella casa romana del grande sociologo italiano: un dialogo informale ma serrato, rievocativo e introspettivo, tra due generazioni divise da mezzo secolo, nel quale il professor De Masi ripercorre la propria vita, la formazione e le esperienze personali che hanno plasmato il suo pensiero.
In una preziosa rivisitazione della sua carriera, De Masi affronta con lucidità alcuni tra gli argomenti più divisivi del nostro tempo, offrendo chiavi di lettura ai problemi esistenziali dell’uomo nell’età post-industriale, con particolare attenzione alle trasformazioni del lavoro e della società.
L’incontro è promosso dall’Associazione di Amicizia Italia–Brasile e dall’Istituto Guimarães Rosa.
“A pochi giorni dalla commemorazione dei dieci anni dal sequestro, dalla tortura e dall’uccisione di Giulio Regeni, gli elogi del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al suo omologo egiziano suonano tristemente inadeguate. Difficile immaginare come possa definirsi “proficua” una cooperazione con un apparato statale che, su Giulio Regeni, non ha mai davvero collaborato perché si arrivasse alla verità e alla giustizia”. Queste le nette parole con cui la deputata di Azione eletta in Europa, Federica Onori, ha commentato l’incontro avvenuto ieri tra il Ministro Piantedosi e l’omologo egiziano, Mahmoud Tawfik.
“Il caso Regeni non è una ferita del passato: è una questione aperta che continua a interrogare la coscienza democratica del nostro Paese”, ha proseguito la deputata eletta all’estero, secondo la quale il dialogo che il nostro Governo porta avanti con l’Egitto “non può ignorare le responsabilità dei servizi di sicurezza egiziani e la ricerca di verità che ancora dobbiamo ai genitori di Giulio”. (focus\aise)