La voce degli eletti all’estero (2)

ROMA – focus/ aise – “Sul caso di don Franco Reverberi, indagato in Argentina per crimini contro l’umanità, il Governo chiarisca perché abbia bloccato l’estradizione nonostante il via libera della Cassazione nell’ottobre 2023”. Lo ha dichiarato il deputato Pd eletto in Sud America Fabio Porta, firmatario insieme alla collega Debora Serracchiani di un’interrogazione al ministro della Giustizia Nordio.
“Parliamo di accuse gravissime, tra cui torture e sparizioni forzate durante la dittatura argentina”, ha spiegato Porta, sottolineando che “a oggi Reverberi non è stato né estradato né processato in Italia: un vuoto che rischia di tradursi in impunità”.
Per Fabio Porta questa “è una scelta che solleva interrogativi seri: l’Italia non può permettersi ambiguità su crimini contro l’umanità né indebolire la propria credibilità internazionale sul terreno dei diritti umani”.
Nell’atto ispettivo, i due deputati dem chiedono al Governo di spiegare le ragioni di tale decisione e di indicare con urgenza quali iniziative intenda adottare per garantire giustizia effettiva.
Senatrice Pd eletta in Centro e Nord America, Francesca La Marca ha depositato nei giorni scorsi una nuova interrogazione per chiedere ai Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti e degli Affari Esteri, Salvini e Tajani, un aggiornamento sullo stato di applicazione dell'accordo di riconoscimento reciproco delle patenti di guida tra il Governo italiano e le Province canadesi dell’Ontario e del Québec.
Occorre “fare chiarezza sulla questione, anche alla luce di recenti aggiornamenti ottenuti”, sostiene La Marca.
Per quanto riguarda la Provincia dell’Ontario, l’Italia avrebbe già trasmesso le proprie controdeduzioni alla bozza di accordo; per il Québec permarrebbe, invece, una situazione di stallo, dovuta al mancato riscontro del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti italiano all’ultima proposta tecnica presentata dalle autorità quebecchesi.
“Non è più accettabile che, a quasi dieci anni dalla firma dell'accordo quadro, i nostri connazionali residenti in Ontario e Québec continuino ad affrontare notevoli difficoltà a causa del mancato raggiungimento di protocolli applicativi, soprattutto se si considera che le relative bozze sono già da tempo all’esame del nostro Ministero dei Trasporti”, evidenzia la senatrice che ha quindi deciso di interpellare nuovamente i Ministri competenti, per richiedere che vengano chiariti sia gli eventuali ostacoli che impediscono il raggiungimento delle intese applicative, sia le tempistiche necessarie per la loro effettiva conclusione.
“A fronte di questa duratura e ingiustificata inerzia burocratica – conclude La Marca – chiedo ai Ministri Salvini e Tajani di fornire finalmente alla nostra radicata comunità italiana in Ontario e Québec, risposte precise e tempi certi per la piena applicazione dell’accordo, assumendosi la responsabilità di porre fine ai disagi che da anni costringono i nostri connazionali a sostenere nuovi esami per ottenere la patente locale, con costi aggiuntivi e significative ripercussioni sulla vita quotidiana”.
Il Senatore del Pd eletto in Australia, Francesco Giacobbe, ha espresso “compiacimento e speranza” per la tregua annunciata nelle scorse ore in Medio Oriente. Il senatore dem si è quindi auspicato che queste due settimane di cessate il fuoco possano rappresentare non solo una pausa nel conflitto, ma “l’inizio di un percorso concreto verso una pace duratura e stabile”.
“Ogni cessate il fuoco deve essere vissuto come un’opportunità preziosa, da non sprecare – ha spiegato Giacobbe -. E deve includere anche il Libano, dove gli attacchi sono ancora in corso. È il momento della responsabilità, del dialogo e della diplomazia, affinché si possa finalmente mettere fine a una spirale di violenza che da troppo tempo colpisce innocenti e destabilizza intere regioni”.
Giacobbe ha quindi rivolto il suo pensiero alle comunità italiane presenti in quell’area del mondo, così come a tutte le comunità dei Paesi che rappresenta, che vivono con apprensione e dolore le conseguenze del conflitto, e a tutte le popolazioni civili, vittime innocenti di una guerra che continua a seminare sofferenza, paura e distruzione.
“Non possiamo dimenticare il dramma dei civili, delle famiglie, dei bambini coinvolti in questa tragedia – ha spiegato Giacobbe –. Allo stesso tempo, guardiamo con fiducia al ruolo delle forze militari internazionali, che ci auguriamo possano essere sempre più impegnate in missioni di pace, di protezione e di ricostruzione, piuttosto che in scenari di guerra”. (focus\aise)