La voce degli eletti all’estero (3)

ROMA – focus/ aise – “Le clausole di salvaguardia agricole approvate dal Parlamento europeo rappresentano un passaggio fondamentale per trasformare l’accordo Ue-Mercosur in una grande opportunità per l’agricoltura italiana, e non in una minaccia”. Questa la dichiarazione di Fabio Porta, deputato del Pd eletto in America Meridionale, commentando l’approvazione delle clausole di salvaguardia agricole collegate all’accordo Ue-Mercosur.
“Questo meccanismo – ha precisato l’on. Porta - permette di intervenire rapidamente, sospendendo le preferenze tariffarie sui prodotti sensibili quando l’aumento delle importazioni o il calo dei prezzi rischiano di danneggiare i nostri agricoltori: è una garanzia concreta per settori come carne bovina, pollame, uova, agrumi e zucchero, e per i territori che vivono di agricoltura. Allo stesso tempo, un’apertura regolata ai mercati dell’America Latina rafforza le possibilità di export per le nostre imprese e valorizza le eccellenze agro-alimentari italiane, dalle Indicazioni Geografiche alle filiere di qualità. Per le comunità italiane in Sud America, infine, questo accordo significa più scambi, più opportunità economiche e culturali e un legame ancora più stretto tra i due lati dell’Atlantico”.
“Per queste ragioni - ha concluso il deputato eletto all’estero - considero questo provvedimento un passo avanti importante: tutela i nostri agricoltori, rafforza il ruolo dell’Italia nei rapporti con l’America Latina e valorizza il contributo delle nostre comunità italiane all’estero.”
Il Comitato direttivo della Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera (FCLIS), riunitosi a Neuchâtel lo scorso 8 febbraio, si è schierato convintamente contro l’iniziativa denominata “200 franchi bastano”, che si voterà il prossimo 8 marzo in terra elvetica, invitando tutti a votare “NO”.
“Passare dagli attuali 335 franchi – ridotti, comunque, a 300 per decisione dal Consiglio federale a partire dal 2029 - ai 200 franchi previsti dall’iniziativa per il pagamento del canone radiotelevisivo annuo è dannoso e illusorio per molte ragioni – spiega la FCLIS -. Speculare sull’idea del risparmio (30 centesimi al giorno) è solamente una scorciatoia che nasconde una trappola: riempire il vuoto che verrebbe lasciato dal servizio pubblico significa spendere altri soldi per acquistare abbonamenti o servizi puntuali offerti da emittenti o piattaforme private”.
Per la FCLIS una cosa “è certa”: “togliere al servizio pubblico, in ogni caso, la metà delle risorse di cui dispone attualmente significa ridurre l’offerta”.
Questo, secondo la Federazione, si tradurrebbe in: “un calo delle entrate pubblicitarie già selvaggiamente setacciate dalle piattaforme internazionali (un calcolo preventivo dell’Ufficio federale delle comunicazioni rileva che le entrate complessive, canone compreso, per la SSR calerebbero dagli attuali 1,5 miliardi a 750/800 milioni, pertanto di ca. la metà); centralizzazione della produzione, che comporterebbe la naturale chiusura o sostanzialmente riduzione delle sedi regionali, comportando migliaia di licenziamenti e ricadute negative sull’economia locale, in modo particolare per le piccole imprese che beneficiano dell’indotto generato dalle sedi regionali della RSI, RTS, RTR e SRF, sbilanciando inevitabilmente il rapporto fra regioni periferiche, naturalmente penalizzate, e regioni centrali; nel taglio, parziale o totale della messa in onda di eventi sportivi nazionali e internazionali, di iniziative culturali o di divulgazione scientifica; nell’oscuramento del sostegno e della visibilità che le sedi regionali danno al tessuto associativo locale; nella concentrazione dell’informazione, aprendo spazi per le piattaforme private e i social media che, già la realtà ce lo conferma, non hanno alcun interesse alla qualità, all’affidabilità e alla credibilità dei messaggi che veicolano, puntando esclusivamente alla quantità di contatti. Manipolando, mentendo, ignorando colpevolmente ogni rispetto dell’etica. In altre parole: disinformando a puro vantaggio di interessi particolari o addirittura destabilizzanti”.
“Tutto questo è pericoloso – ha conclusione la Federazione -. Mina la base della coesione svizzera, che poggia sui pilastri di un pluringuismo solidale, innesca presupposti di squilibri sociali e mette a repentaglio i principi e l’esercizio della democrazia diretta, che è tale solamente se può contare su un’informazione affidabile, seria, verificata, eticamente corretta. Garanzie che solo il servizio pubblico può dare”.
Per questa serie di motivazioni, la FCLIS si è schierata convintamente sul “NO”.
Per quanto concerne gli altri tre oggetti posti in votazione in Svizzera il prossimo 8 marzo (all'introduzione dell'imposizione individuale per coppie coniugate; all’iniziativa che prevede la costituzione di un fondo per il clima; all’iniziativa per la preservazione del denaro contante tramite la sua iscrizione nella costituzione), la FCLIS ha invitato invece a votare “SÌ”.
Il tema della cittadinanza italiana è stato al centro della riunione del Comites di Adelaide. Un confronto “approfondito, concreto e necessario” al quale ha partecipato anche il Senatore del Pd eletto in Australia, Francesco Giacobbe, che ha specificato che sul tema “non faremo passi indietro”.
“Il dibattito sulla cittadinanza è oggi più che mai cruciale per il futuro delle nostre comunità nel mondo – ha dichiarato Giacobbe –. Abbiamo affrontato questioni fondamentali come l’eliminazione della tassa per i minori e l’estensione da uno a tre anni dei termini per le registrazioni”. Per l’eletto all’estero è “indispensabile estendere ulteriormente i termini per la registrazione dei minori fino al raggiungimento della maggiore età, per garantire un diritto pieno e realmente accessibile”.
Il Senatore ha poi ribadito con forza la necessità di una revisione complessiva della normativa vigente: “È evidente che la legge sulla cittadinanza necessita di modifiche strutturali, anche alla luce dell’attesa sentenza della Corte Costituzionale, che rappresenterà un passaggio determinante”. Infatti, per Giacobbe è importante “costruire una normativa più giusta, equa e coerente con la realtà degli italiani all’estero, superando rigidità e ostacoli burocratici che oggi penalizzano tante famiglie”.
Nel corso dell’incontro, il senatore dem ha anche espresso parole di apprezzamento per il lavoro svolto dal Comites di Adelaide: “grazie alla Presidente Marmo e a tutti i componenti del Comitato per l’impegno costante e per le numerose iniziative promosse con serietà e passione”.
Particolare attenzione, in ultimo, è stata dedicata anche all’iniziativa promossa dal Comites sul tema delle donne che Giacobbe ha spiegato di apprezzare particolarmente: “il loro ruolo nelle nostre comunità è centrale e merita politiche adeguate e interventi concreti, sia in Italia sia all’estero”.
Infine, il Senatore del Pd ha confermato il proprio impegno politico: “La battaglia per una legge sulla cittadinanza più giusta non si fermerà. Continueremo con determinazione, nell’interesse delle nuove generazioni e di tutte le nostre comunità italiane nel mondo”. (focus\aise)