La voce degli eletti all’estero (3)

ROMA – focus/ aise – "Un risultato concreto" e "doveroso" per "garantire certezza dei diritti e continuità del legame con l’Italia". Così, Nicola Carè, deputato eletto all’estero del Pd, ha commentato l’approvazione, in Commissione Affari Costituzionali e Commissione Bilancio della Camera, un emendamento che estende i termini per l’iscrizione presso i Consolati dei figli minorenni di cittadini italiani residenti all’estero nati prima dell’entrata in vigore della nuova normativa sulla cittadinanza.
L’emendamento consente di posticipare la scadenza attualmente fissata al 31 maggio 2026 di ulteriori tre anni. Il nuovo termine sarà quindi il 31 maggio 2029.
“È un risultato concreto che risponde alle esigenze delle famiglie italiane nel mondo, concedendo un margine temporale adeguato per completare le procedure consolari senza il rischio di penalizzazioni – ha commentato –. Abbiamo ritenuto doveroso intervenire per garantire certezza dei diritti e continuità del legame con l’Italia”.
Il decreto sarà sottoposto ora al voto di fiducia alla Camera nei prossimi giorni e successivamente trasmesso al Senato per la definitiva conversione in legge.
“Con questa iniziativa il Partito Democratico conferma il proprio impegno costante a tutela degli italiani all’estero e delle nuove generazioni, riaffermando una linea politica chiara e coerente nella difesa dei loro diritti”, ha concluso il deputato eletto all’estero del Pd.
“Attivare subito una task force operativa mobile” per “supportare la rete consolare e potenziare il rilascio di CIE e passaporti” in vista del termine del 3 agosto 2026, giorno in cui le Carte di identità cartacee non saranno più valide. Questo il dispositivo della risoluzione che Simone Billi, deputato della Lega eletto in Europa, ha presentato alla Commissione Esteri della Camera.
Ricordata la scadenza del 3 agosto, Billi nella premessa scrive che “la rete consolare è già sotto forte pressione per il rilascio di CIE e passaporti”. Richiamate le diverse interrogazioni da lui presentate in merito per “rappresentare l'urgenza di intervenire per risolvere la situazione critica”, il deputato ha spiegato che “tra le sedi consolari da potenziare per i servizi all'utenza si segnalano Manchester, Barcellona, Basilea, Zurigo, Lugano, Stoccarda, Ginevra, Francoforte, ma non sono le sole”.
Con la risoluzione, quindi, si intende impegnare il Governo “ad assumere iniziative al fine di attivare subito una task force operativa mobile, nei modi e termini più opportuni, per supportare la rete consolare e potenziare il rilascio di CIE e passaporti e ridurre i tempi di attesa”.
“In tema di governance dell’intelligenza artificiale, dobbiamo fare attenzione a non andare incontro ad una deregulation selvaggia: le regole servono, ma vanno fatte bene“. È quanto ha dichiarato la deputata di Azione eletta all’estero Federica Onori, rappresentante speciale per l’IA dell’Assemblea Parlamentare OSCE, durante l’evento “EpistemIA - Conoscenza, AI e Società” che si è tenuto ieri, 18 febbraio, all’Università di Roma La Sapienza.
“Una buona gestione”, ha detto Onori, “si misura dalla capacità di proteggere le persone più esposte ai rischi sociali ed economici, senza per questo rinunciare a sostenere l’innovazione in un ecosistema tecnologico in rapida evoluzione”.
“Donne, giovani e lavoratori a rischio sono oggi al centro di questa sfida”, ha proseguito la parlamentare: “l’IA può amplificare disuguaglianze esistenti, ma può anche diventare uno strumento di sviluppo e inclusione se accompagnata da regole efficaci, trasparenza degli algoritmi e politiche pubbliche mirate. Poiché oggi i principali poli di sviluppo dell’intelligenza artificiale si concentrano fuori dall’Europa, la vera sfida per il nostro continente sarà proprio offrire un modello alternativo, che”, ha concluso Onori, “tenga insieme regolamentazione e sviluppo”. (focus\aise)