La voce degli eletti all’estero (3)

ROMA – focus/ aise – Deputato Pd eletto in Sudamerica, Fabio Porta è intervenuto nell’Aula di Montecitorio, per rivolgere un appello alla politica italiana affinché non faccia nuovamente calare il sipario sull'emergenza politica e umanitaria in atto da anni in Venezuela.
"Un Paese - ha evidenziato il parlamentare - al quale siamo legati anche grazie alla presenza di una grande collettività di origine italiana; un Paese che pare sia sparito dai radar dell'informazione e della politica da quando gli USA hanno sequestrato il dittatore Nicolas Maduro per sostituirlo con la Vice Delcy Rodrigues, secondo la vecchia logica del cambiare tutto per non cambiare nulla".
"Il governo italiano, dopo essersi complimentato con Donald Trump, che invece di ottenere la liberazione dei detenuti politici ha ottenuto la piena agibilità sui giacimenti di petrolio, - ha denunciato Porta – pare abbia smesso di occuparsi di Venezuela e della situazione dei detenuti con cittadinanza italiana, una quarantina, dei quali la metà per motivi politici".
Il deputato, quindi, ha chiesto al governo "cosa stia facendo per la liberazione dei nostri concittadini detenuti” citando in particolare il caso dell'imprenditore di origine avellinese Daniel Echenagucia e dei fratelli Carmelo e Daniel De Grazie: “Echenagucia è ancora nel duro carcere di "Rodeo 1" nonostante sia già stato emesso il suo ordine di rilascio, mentre i fratelli De Grazie, anche loro detenuti a Caracas, sono da dieci giorni in attesa degli arresti domiciliari già concessi da un’ordinanza del Tribunale che il Direttore del carcere si rifiuta di applicare".
“Ecco, sono situazioni sulle quali credo che il Governo debba chiarire perché, se è vero che in Venezuela c'è tanto petrolio, c'è anche un popolo che – ha concluso Porta – merita un po' più di nostra attenzione e solidarietà”.
“L’accordo di libero scambio tra Unione europea e Australia è una notizia politica di primo piano, che arriva dopo anni di negoziato e segna una scelta chiara: rafforzare la presenza dell’Europa nell’Indo-Pacifico, consolidare il rapporto con un partner strategico come l’Australia e aprire nuove opportunità per imprese, lavoro, ricerca e innovazione”. Così il deputato Pd Nicola Carè, eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, commenta l’accordo di libero scambio annunciato a Canberra dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e dal primo ministro australiano, Anthony Albanese.
“Non siamo davanti soltanto a un’intesa commerciale”, ha spiegato Carè. “La conclusione del negoziato sul libero scambio, il nuovo partenariato su sicurezza e difesa e l’avvio del confronto sull’associazione dell’Australia a Horizon Europe compongono insieme un messaggio politico molto netto: l’Europa sceglie di investire in alleanze solide tra democrazie, nella cooperazione economica e nella sicurezza comune, in una fase internazionale segnata da instabilità, competizione strategica e ridefinizione degli equilibri globali”.
“Per l’Italia questa intesa deve rappresentare una priorità concreta”, prosegue il parlamentare italoaustraliano. “Vuol dire più spazio per il nostro export, più occasioni per le imprese italiane, più collaborazione nei settori ad alto valore aggiunto, dalla transizione energetica all’innovazione, dalla ricerca alle materie prime strategiche. Vuol dire anche riconoscere il valore della presenza italiana in Australia, una comunità dinamica che da anni costruisce relazioni, opportunità e crescita”.
“Chi guarda a questi accordi come a passaggi tecnici non coglie il punto politico essenziale: oggi rafforzare l’asse tra Europa e Australia significa difendere il ruolo delle democrazie aperte, sostenere regole condivise, investire in sviluppo e sicurezza in una delle aree più decisive del mondo”, ha aggiunto Carè, parlando di “una scelta giusta e lungimirante, che l’Italia deve accompagnare con visione, iniziativa e presenza politica. Perché il futuro dei nostri interessi economici e strategici si gioca sempre di più anche nella capacità di costruire partnership forti, credibili e durature”.
Prima del 1° giugno, giorno in cui i Comuni potranno rilasciare la Cie anche agli italiani all’estero iscritti all’Aire, il Viminale fornirà “specifiche istruzioni” con “apposita circolare”. È quanto comunicato oggi pomeriggio alla Camera dal Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che durante il question time in Aula ha risposto alla interrogazione con cui Simone Billi, deputato della Lega eletto in Europa, chiedeva un aggiornamento sullo stato delle procedure attuative di una misura “molto attesa” dai connazionali.
“La nuova funzionalità sarà operativa dal 1° giugno, una volta ultimati gli adeguamenti tecnologici per consentire ai comuni di rilasciare la carta ai cittadini iscritti all'AIRE, sulla base di modalità organizzative e tecniche che sono già state condivise con il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. Prima che il nuovo sistema diventi operativo, verranno fornite ai comuni con apposita circolare specifiche istruzioni”, ha assicurato Piantedosi.
La Farnesina, ha aggiunto il ministro dell’interno, “sta da tempo lavorando per facilitare l'entrata a regime delle nuove disposizioni sulla carta d'identità, innanzitutto informando tempestivamente i connazionali mediante campagne mirate sui siti istituzionali e sui canali social delle sedi diplomatiche, nonché attraverso messaggi informativi agli sportelli; in secondo luogo con la riorganizzazione degli stessi uffici ed, infine, rafforzando la rete consolare con particolare riferimento alle circoscrizioni che registrano un maggior numero di richieste per il rilascio del documento di identità”.
“Il Governo - la rassicuro - segue la questione con la più grande attenzione e – ha concluso Piantedosi – con l'obiettivo di migliorare e rendere sempre più efficienti i servizi resi dalla pubblica amministrazione ai suoi cittadini”.
Nella replica, Billi ha ringraziato il Ministro “per la risposta esauriente che conferma l'attenzione concreta di questo Governo di centrodestra verso gli italiani all'estero. Dal prossimo giugno - come ha ricordato lei, Ministro Piantedosi - i nostri connazionali residenti all'estero potranno rinnovare la propria carta d'identità elettronica anche presso i comuni in Italia. Questo è un risultato davvero importante non solo sul piano amministrativo, ma anche sul piano umano e concreto per tanti connazionali all'estero che, da anni, aspettavano una semplificazione vera nella loro vita quotidiana”.
“È una misura di buonsenso attesa da anni, che – ha evidenziato Billi – considero un grande successo di questo Governo di centrodestra e - Ministro Piantedosi, mi permetta di dirlo con convinzione - la reputo, anche con soddisfazione, una personale vittoria del sottoscritto, perché su questo tema ho lavorato a lungo, con costanza, dialogando con i Ministeri competenti e raccogliendo le richieste arrivate dalle nostre comunità nel mondo. Per questo desidero ringraziare lei, Ministro Piantedosi, il Sottosegretario Molteni, tutti i Ministeri coinvolti, vedo qua anche il Ministro degli Affari esteri, Tajani - grazie, Ministro, per aver contribuito a questo – per avere reso possibile un provvedimento molto importante per la comunità italiana all'estero che i precedenti Governi di sinistra non sono mai riusciti a realizzare. Continuerò a lavorare affinché venga posta la massima attenzione e tutto possa partire nei tempi previsti in modo davvero efficace per i nostri connazionali all'estero”.
“Continuiamo così: meno burocrazia, servizi più vicini ai cittadini e più rispetto per chi vive all'estero ma non ha mai smesso di sentirsi italiano, a conferma – ha concluso - dell'attenzione concreta di questo Governo verso i nostri connazionali nel mondo”. (focus\aise)