Le forme del Made in Italy

ROMA – focus/ aise – 101domus, piattaforma online specializzata nella vendita del design italiano, ha annunciato nei giorni scorsi l'attivazione di una partnership con "Design Shanghai" (19-22 marzo nella città cinese), uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati al design contemporaneo, durante il quale porterà il Made in Italy dell’arredo all’interno di un contesto globale dove progetto, cultura e manifattura dialogano con nuove geografie.
Fondata da Carlo Trebbi, Tatiana Zherebtsova e Nadia Vanzetti, 101domus nasce per “valorizzare il design italiano non come semplice prodotto, ma come espressione di un sistema fatto di artigianato, competenze produttive, progettazione su misura e capacità di interpretare esigenze abitative complesse”.
La partecipazione a Design Shanghai mira a “inserire il Made in Italy in un dialogo internazionale che vada oltre la logica fieristica, in cui proporrà un modello di relazione continuativa tra imprese italiane e mercati ad alto potenziale”.
Il Consorzio Garda DOC si conferma anche all'inizio di questo 2026 come una realtà strutturata con dati in positivo. Nel 2025 gli imbottigliamenti complessivi hanno toccato quota 175.352 ettolitri, pari a oltre 23,3 milioni di bottiglie da 0,75 l, con una crescita del +20% su base annua. E l'export continua ad avere numeri rilevanti specie nei mercati di Germania e Regno Unito.
“I dati di produzione del 2025 confermano in modo molto chiaro la bontà del percorso intrapreso dal Consorzio Garda DOC negli ultimi anni - ha spiegato Paolo Fiorini, Presidente del Consorzio Garda DOC -. Le scelte strategiche che stiamo adottando, a partire dall’aggiornamento del disciplinare fino a una gestione sempre più attenta all’evoluzione dei mercati, stanno producendo risultati concreti e misurabili. In un contesto di generale difficoltà per il comparto vitivinicolo, questa crescita dimostra come Garda DOC sia oggi una denominazione contemporanea, capace di interpretare le esigenze dei consumatori e dei mercati internazionali. Un ruolo centrale è rappresentato dall’export, con performance particolarmente positive in mercati strategici come Regno Unito e Germania, dove i vini Garda DOC stanno consolidando la propria presenza grazie a uno stile riconoscibile, affidabile e in linea con le nuove tendenze di consumo; una DOC che guarda al futuro senza perdere il legame con il territorio, valorizzando qualità, tipicità e flessibilità produttiva”.
Ad accompagnare l’incremento complessivo sono anche le performance di alcune tipologie chiave: in particolare, il Pinot Grigio e il Garda Bianco.
Un avvio d’anno che rafforza dunque il posizionamento della DOC Garda come denominazione moderna e trasversale, capace di affrontare le sfide del settore con una strategia coerente e orientata al futuro.
Una “svolta fondamentale per tutelare l'origine della materia prima biologica e rafforzare le garanzie di qualità e sicurezza per i cittadini”. Così FederBio commenta l’intesa appena raggiunta dalla Conferenza Stato-Regioni sul “Marchio del biologico italiano”.
Istituita dalla Legge 23/2022, è una certificazione volontaria che si affianca al logo europeo con l'obiettivo di consolidare il posizionamento del biologico sia in Italia sia all'estero, rafforzando riconoscibilità e competitività dei prodotti bio italiani, nel rispetto di quanto previsto dal regolamento europeo.
“L’intesa che dà il via libera al decreto sul Marchio del biologico italiano è un altro tassello per l’avvio di una misura che può contribuire allo sviluppo del settore, costruendo fiducia e tracciabilità, sostenendo i nostri produttori e garantendo ai cittadini la massima riconoscibilità del biologico nazionale”, commenta con soddisfazione Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio. “Non è solo un elemento distintivo, ma uno strumento concreto di rilancio che permette alla filiera biologica nazionale di distinguersi e competere a livello internazionale, valorizzando qualità, sostenibilità e trasparenza”.
Il marchio, aggiunge, “contribuisce a rafforzare il ruolo degli agricoltori che coltivano senza chimica di sintesi, tutelando ecosistemi e biodiversità, l’identità e il legame con i territori, unendo tradizioni agricole e sostenibilità, e può accelerare la crescita del comparto, facendo dell’agroecologia un riferimento per l’intero sistema agroalimentare. Le anticipazioni dei dati dell’Osservatorio SANA lo confermano: nel 2025 le vendite di alimenti biologici in Italia sono aumentate del 6,2%, raggiungendo 5,5 miliardi di euro, mentre l’export sfiora i 3,9 miliardi. Si tratta di un segnale chiaro: i cittadini sono sempre più attenti alla sostenibilità e questo marchio aggiunge un’ulteriore garanzia per chi acquista consapevolmente”. (focus\aise)