Le forme del Made in Italy

ROMA – focus/ aise – L’Italia protagonista nel mondo della “Private Label” con il ritorno del Padiglione Nazionale a PLMA Amsterdam 2026 - World of Private Label International Trade Show.
I prossimi 19 e 20 maggio, l'eccellenza produttiva del nostro Paese occuperà una posizione di primo piano grazie all'iniziativa organizzata dall’Agenzia ICE, che ha coordinato una presenza molto rilevante e distribuita nei punti chiave della fiera. La qualità italiana sarà infatti rappresentata in oltre 170 moduli espositivi.
La Fiera rappresenta il principale appuntamento per il settore Private Label.
L’edizione 2025 ha registrato la partecipazione di 3.161 espositori (+6.75%) provenienti da 74 Paesi esteri, nonché la visita di 18.441 buyer del settore. Le aziende italiane presenti sono state 411 (+13.0%), di cui 173 nella collettiva ICE Agenzia. L’Italia è stato il Paese più rappresentato, seguito dalla Germania con un totale di 293 espositori.
“L’artigianato è pienamente in linea con la nostra missione. Quando si parla di artigianato, infatti, si parla soprattutto di piccole e medie imprese, che rappresentano la categoria che più dobbiamo sostenere. C’è anche da dire che, quando si parla di reddito a livello globale, il valore del terzo settore è molto vicino a ciò che viene prodotto dall’artigianato: prodotti di altissimo livello, di valore, che si distinguono rispetto alla produzione industriale, spesso più standardizzata. Questo è ciò che può davvero fare la differenza nel rapporto tra Italia ed estero: portare il nostro saper fare fuori dai confini e, allo stesso tempo, attrarre interesse verso l’Italia”. Matteo Zoppas, presidente dell’Agenzia ICE, intervenuto nel corso di Artigianalità in Italia 2026, l’evento organizzato da Il Sole 24 Ore in collaborazione con Firenze Fiera, in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, sottolinea il ruolo centrale dell’artigianato nella missione dell’ICE e nel posizionamento internazionale del sistema produttivo italiano.
Per Zoppas “un elemento fondamentale del nostro lavoro è proprio quello di portare in Italia operatori esteri — clienti, istituzioni, media —, cioè chi racconta e valorizza il nostro prodotto nel mondo. Facciamo sviluppo e promozione, ma soprattutto commerciale: ci piace definirlo così perché è ciò che mette insieme domanda e offerta. Portiamo clienti esteri in Italia, alle fiere o nei distretti produttivi; per quanto riguarda l’artigianato, li accompagniamo nelle nostre “boutique”, se così possiamo chiamarle. L’eccellenza italiana è sempre un successo, perché siamo un unicum a livello globale. Ogni anno portiamo in Italia circa 12.000 operatori esteri, probabilmente di più quest’anno grazie a maggiori risorse. Questo è un dato poco noto, ma rende bene l’idea del ruolo dell’ICE: senza questa attività continua di semina, lo sviluppo e la crescita dell’economia italiana sarebbero molto più limitati”.
“Le aziende crescono, si affermano e, una volta consolidate le relazioni internazionali, hanno meno bisogno di supporto”, ha continuato il presidente di Ice Agenzia. “Ma sono soprattutto le realtà più piccole — e permettetemi di dire “piccolo è bello”, perché è una caratteristica distintiva del nostro sistema — ad averne bisogno. Il 98% delle aziende italiane è composto da piccole imprese, ed è proprio a loro che si rivolgono le nostre misure”.
“Portare 12.000 operatori in Italia significa dare un contributo concreto e rilevante”, ha continuato Zoppas. “Dove lo facciamo? In contesti legati direttamente all’artigianato, come le fiere di settore, ma anche in manifestazioni che includono componenti industriali, come Pitti Immagine, Vicenza Oro, Milano, Ambiente a Francoforte, Maison&Objet, il Salone del Mobile, l’Hobby di Milano. Sono tutte realtà che abbracciano il mondo industriale ma danno grande spazio anche all’artigianato. Portiamo quindi l’imprenditoria italiana all’estero attraverso le collettive e, allo stesso tempo, portiamo operatori esteri in Italia. Quando si va all’estero non si parla solo di prodotto, ma si racconta un contesto, una visione, anche se alla base c’è sempre quel “vestito su misura” che rappresenta il cuore dell’artigianato”.
Poi alle aziende presenti all’evento, Matteo Zoppas ha detto: “continuate a fare ciò che sapete fare molto bene. Continuate a creare distintività nei vostri prodotti e ad andare all’estero con convinzione. Non dobbiamo essere timidi. Abbiamo una leva straordinaria che si chiama Made in Italy: è il più grande passaporto che abbiamo. Quando arriviamo da un cliente all’estero, metà della partita è già vinta. A chi già opera sui mercati internazionali e a chi deve ancora farlo, dico di non avere paura: l’italianità e l’artigianalità sono un vantaggio competitivo fortissimo”, ha concluso, invitando gli imprenditori che scelgono di andare all’estero a “continuare a farlo, continuate a farlo bene, ma soprattutto abbiate il coraggio di provarci: nel mondo ci sono grandissime opportunità”.
“Leggera Pizza Napoletana” di André Guidon, a San Paolo del Brasile, si conferma la migliore pizzeria dell’America Latina per il 2026 per 50 Top Pizza. L’annuncio della guida alle migliori pizzerie è stato dato ieri sera all’Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro, durante una seguitissima cerimonia trasmessa in diretta sui canali social del network e presentata dall’attore Pietro Barana. Gli ospiti e i premiati sono stati accolti dai saluti del Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro, Marco Marica.
Al secondo posto “Allería” della famiglia Puzio, a Providencia, in Cile. Terza posizione, a pari merito, per Pizzardi Artigianale di Andrea Bornacelli, a Bogotá, in Colombia, e QT Pizza Bar, di Matheus Ramos, a San Paolo in Brasile.
Quarta posizione per Ti Amo di Victoria e Carola Santoro, ad Adrogué in Argentina; quinta posizione per La Clásica di Juan Cárcamo, a San Salvador, in El Salvador; sesta Posizione per Flama, a Miraflores, in Perù; settima posizione per A Pizza da Mooca di Bruna e Fellipe Zanuto, a San Paolo del Brasile; ottava posizione per Unica Pizzeria, sempre a San Paolo; nona posizione per Portarossa di Yoselin María Tavares, a Pampatar, in Venezuela; decima posizione per L'Incanto, a Punta del Este, in Uruguay; undicesima posizione, a pari merito, per Bento Pizzeria, a Rio de Janeiro in Brasile, e Raffaella, a Las Condes in Cile; dodicesima posizione per Veridiana, a San Paolo in Brasile; tredicesima posizione per Brunapoli, a Vitacura in Cile; quattordicesima posizione per Atte. Pizzeria Napoletana, a Buenos Aires in Argentina; quindicesima posizione per Seba's, a Uvita in Costa Rica.
Le prime 15 posizioni della classifica 50 Top Pizza Latin America 2026 - quattro in più rispetto allo scorso anno - entrano di diritto nelle 100 Migliori Pizzerie al Mondo. Nel corso della premiazione, le top 15 hanno ricevuto il Golden Ticket, unico pass per accedere alla cerimonia di premiazione di 50 Top Pizza World 2026, prevista a settembre a Napoli.
Gli altri premi
Juan Cárcamo de La Clásica a San Salvador, in El Salvador, vince il titolo di Pizza Maker of the Year 2026 - Ferrarelle Award; la Pomodori di QT Pizza Bar, a San Paolo in Brasile, è stata premiata come Pizza of the Year 2026 - Latteria Sorrentina Award; Pizzardi Artigianale a Bogotá, in Colombia, si aggiudica il premio Performance of the Year 2026 - Robo Award; il premio New Entry of the Year 2026 - Solania Award va a Diavolo Rosso a Samborondón, in Ecuador.
Il premio One to Watch 2026 - C-Trade Gourmet Award va a Pizza Verace, a Panama; il Made in Italy 2026 - Salumi Coati Award va a Brunapoli a Vitacura, in Cile; il Best Fried Food 2026 - Il Fritturista - Oleificio Zucchi Award va a Portarossa a Pampatar, in Venezuela.
Il premio Best Pasta Proposal 2026 - Pastificio Di Martino Award va a Raffaella a Las Condes, in Cile; Coltivi a Rio de Janeiro, in Brasile, si aggiudica il Best Dessert List 2026 - Latteria San Salvatore Award; il Best Cocktail List 2026 - Sei Bellissimi Award, infine, va a A Pizza da Mooca a San Paolo, in Brasile.
L’unico Green Oven 2026 - Goeldlin, ovvero il riconoscimento conferito alle pizzerie con grande attenzione alla sostenibilità ambientale, va a Seba's a Uvita, in Costa Rica.
Sono 17 gli Stati dell’America Latina presenti in guida: in testa il Brasile con 44 locali, seguito dall’Argentina con 11 locali e dal Cile con 9. La città più rappresentata è San Paolo con 13 locali, seguita da Rio de Janeiro con 7 locali e Buenos Aires con 4. (focus\aise)