Il Parlamento Ue chiede sanzioni più efficaci contro il cyberbullismo nell’UE

BRUXELLES\ aise\ - Con una risoluzione non vincolante, approvata la scorsa settimana, il Parlamento europeo chiede un’applicazione rigorosa delle norme Ue in materia di cyberbullismo, una definizione comune e una maggiore responsabilità delle piattaforme per rafforzare la tutela delle vittime.
Nell'atto si sottolinea anche la gravità del fenomeno e si chiedono sanzioni efficaci e dissuasive, misure per facilitare la segnalazione per le vittime e la chiusura delle lacune giuridiche a livello UE.
I deputati Ue hanno espresso "preoccupazione" per l’aumento del cyberbullismo e degli abusi online basati su immagini o video, ritenendo che le misure esistenti possano non essere sufficienti. Per questo, con la risoluzione, invitano la Commissione europea a valutare la necessità di introdurre una definizione armonizzata a livello UE e di riconoscere il cyberbullismo come reato transfrontaliero. Un’alternativa potrebbe essere l’inclusione dei reati d’odio tra i reati dell’UE, affermano, così da coprire i casi più gravi.
L'Eurocamera ha infine lamentato l’assenza di un quadro giuridico per individuare online materiale di abuso sessuale su minori (CSAM) e ha invitato la Commissione ad agire rapidamente affinché le piattaforme digitali adottino meccanismi volontari di segnalazione, ribadendo il loro obbligo di garantire uno spazio digitale sicuro per i minori.
Riguardo alle piattaforme, gli eurodeputati hanno sottolineato la responsabilità delle piattaforme online nella prevenzione e nel contrasto del cyberbullismo, mettendo in guardia contro modelli di business che incentivano la diffusione di contenuti d’odio, in particolare a danno di minori, donne e comunità LGBTIQ+.
Il Parlamento ha chiesto a tal proposito un'applicazione più rigorosa dell’articolo 28 del regolamento sui servizi digitali (digital services act -DSA) relativo alla protezione dei minori, sollecitando la conclusione dei procedimenti in corso e opponendosi a qualsiasi tentativo di riaprire il testo legislativo. I deputati hanno inoltre espresso preoccupazione per l’uso crescente dell’IA a fini abusivi (come deepfake o contenuti intimi non consensuali) e hanno invitato i fornitori di servizi digitali a rispettare gli obblighi di etichettatura previsti dall’AI Act. (aise)