L’Europarlamento chiede un’applicazione rigorosa contro le pressioni esterne sui mercati digitali

BRUXELLES\ aise\ - Un’applicazione tempestiva ed efficace del regolamento sui mercati digitali (DMA) e un maggiore controllo sugli strumenti di ricerca basati sull’IA e sui servizi cloud. In una risoluzione non vincolante adottata in plenaria per alzata di mano, il Parlamento europeo ha invitato la Commissione ad applicare rapidamente e in modo coerente la legge UE sui mercati digitali e a fare pieno uso dei suoi poteri esecutivi. Gli eurodeputati hanno quindi sottolineato la crescente importanza strategica dei servizi di cloud computing e la diffusione degli strumenti di ricerca basati sull’IA (come l’“AI overview” di Google), evidenziando la necessità di un maggiore controllo nell’ambito del regolamento.
Il Parlamento Ue ha quindi messo in guardia contro le pressioni politiche di paesi terzi volte a indebolire il DMA e sottolineato che tali interferenze non devono compromettere la sovranità e l’autonomia dell’UE nell’applicazione delle proprie norme. La Commissione Ue, secondo il Parlamento continentale, dovrebbe utilizzare pienamente gli strumenti di esecuzione previsti dal DMA (tra cui i dialoghi regolatori, indagini, procedimenti per non conformità e sanzioni) per impedire ai gatekeeper, indipendentemente dal luogo di stabilimento, di aggirare la legge.
I procedimenti in corso per non conformità dovrebbero essere conclusi senza indebiti ritardi, hanno affermato i deputati Ue, che hanno inoltre espresso rammarico per le sanzioni modeste inflitte a Meta e Apple, sottolineando la necessità di sanzioni più efficaci e proporzionate per garantire un adeguato effetto deterrente.
Nonostante l’obbligo di conformarsi alle norme dal 2024, i deputati europei hanno affermato che i piccoli operatori continuano a subire pratiche discriminatorie e restrizioni imposte dai gatekeeper, che ostacolano l’innovazione e riducono la scelta per i consumatori. Preoccupazioni sono emerse poi riguardo alle pratiche di auto-preferenziazione di Google, alle schermate di consenso di TikTok basate su tecniche comportamentali, alle modifiche delle impostazioni predefinite e all’accesso ai servizi concorrenti da parte di Microsoft, nonché all’uso continuato di clausole di parità tariffaria vietate da parte di Booking.com.
I deputati Ue hanno infine espresso preoccupazione anche per l’accesso limitato ai servizi audiovisivi sulle smart TV e hanno invitato la Commissione a monitorare anche questo segmento di mercato per evitare il ripetersi di pratiche scorrette simili a quelle osservate su Android negli smartphone.
Il Parlamento ha infine invitato la Commissione a dare priorità all’applicazione degli obblighi relativi a interoperabilità, accesso ai dati, divieto di “anti-steering” e di auto-preferenziazione, tenendo conto degli sviluppi del mercato. (aise)