Papa Leone: la vera giustizia è l’amore

Vatican Media
ROMA\ aise\ - “La vera giustizia è l’amore” e “dentro ogni precetto della Legge dobbiamo cogliere un’esigenza d’amore”. Questo l’insegnamento di Gesù, riportato nel “discorso della montagna” contenuto nel Vangelo, al centro dell’Angelus domenicale, che Papa Leone XIV ha recitato di fronte a fedeli e pellegrini giunti ieri, 15 febbraio, in piazza San Pietro.
“Dopo aver proclamato le Beatitudini”, ha spiegato il Santo Padre, “Gesù ci invita a entrare nella novità del Regno di Dio e, per guidarci in questo cammino, rivela il vero significato dei precetti della Legge di Mosè: essi non servono a soddisfare un bisogno religioso esteriore per sentirsi a posto davanti a Dio, ma a farci entrare nella relazione d’amore con Dio e con i fratelli. Per questo Gesù dice di non essere venuto ad abolire la Legge, “ma a dare il pieno compimento“ (v. 17)”.
“Il compimento della Legge è proprio l’amore, che ne realizza il significato profondo e lo scopo ultimo”, ha proseguito Leone. “Si tratta di acquisire una “giustizia superiore” (cfr v. 20) a quella degli scribi e dei farisei, una giustizia che non si limita a osservare i comandamenti, ma ci apre all’amore e ci impegna nell’amore. Gesù, infatti, prende in esame proprio alcuni precetti della Legge che si riferiscono a casi concreti della vita, e utilizza una formula linguistica – le antinomie – proprio per far vedere la differenza tra una formale giustizia religiosa e la giustizia del Regno di Dio: da una parte “Avete inteso che fu detto agli antichi” e dall’altra Gesù che afferma “Ma io vi dico” (cfr vv. 21-37)”.
“Questa impostazione è molto importante”, ha sottolineato il Papa. “Ci dice che la Legge è stata data a Mosè e ai profeti come una via per iniziare a conoscere Dio e il suo progetto su di noi e sulla storia o, per usare un’espressione di San Paolo, come un pedagogo che ci ha guidati a Lui (cfr Gal 3,23-25). Ma ora Lui stesso, nella persona di Gesù, è venuto in mezzo a noi, il quale ha portato a compimento la Legge, facendoci diventare figli del Padre e donandoci la grazia di entrare in relazione con Lui come figli e come fratelli tra di noi”.
“Gesù ci insegna che la vera giustizia è l’amore e che, dentro ogni precetto della Legge, dobbiamo cogliere un’esigenza d’amore. Infatti”, ha continuato Prevost, “non basta non uccidere fisicamente una persona, se poi la uccido con le parole oppure non rispetto la sua dignità (cfr vv. 21-22). Allo stesso modo, non basta essere formalmente fedele al coniuge e non commettere adulterio, se in questa relazione mancano la tenerezza reciproca, l’ascolto, il rispetto, il prendersi cura di lei o di lui e il camminare insieme in un progetto comune (cfr vv. 27-28.31-32). A questi esempi, che Gesù stesso ci offre, ne potremmo aggiungere altri ancora. Il Vangelo ci offre questo prezioso insegnamento: non serve una giustizia minima, serve un amore grande, che è possibile grazie alla forza di Dio”.
Al termine dell'Angelus, Papa Leone ha rivolto il suo pensiero alle popolazioni del Madagascar colpite, a poca distanza di tempo, da due cicloni, con inondazioni e frane. “Prego per le vittime e i loro familiari e per quanti hanno subito gravi danni”.
“Ricorre nei prossimi giorni il Capodanno lunare, celebrato da miliardi di persone in Asia orientale e in altre parti del mondo. Questa gioiosa festa”, ha auspicato il Pontefice, “incoraggi a vivere con più intensità le relazioni familiari e l’amicizia; porti serenità nelle case e nella società; sia occasione per guardare insieme al futuro costruendo pace e prosperità per tutti i popoli. Con gli auguri per il nuovo Anno, esprimo a tutti il mio affetto, mentre invoco su ciascuno la benedizione del Signore”. (m.avilloni\aise)