L’80ª Festa Nazionale della Repubblica Italiana in Spagna

MADRID\ aise\ - L’Ambasciata d’Italia a Madrid ha ospitato nella serata del 2 giugno, nei giardini del Palacio de Amboage, il ricevimento per le celebrazioni per l’80esimo anniversario della Repubblica Italiana.
All’evento hanno partecipato oltre 1600 ospiti, fra cui il presidente del Senato spagnolo, Pedro Rollán Ojeda, il ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska, e la ministra dell'Inclusione, della Previdenza sociale e delle Migrazioni e portavoce del Governo, Elma Saiz Delgado.
Vi hanno altresì preso parte la presidente della Corte dei Conti, Enriqueta Chicano, il defensor del Pueblo, Ángel Gabilondo, il segretario di Stato per l’Unione Europea del Ministero degli Esteri spagnolo, Fernando Sampedro, la segretaria di Stato per il Commercio, Amparo López Senovilla, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Amador Fernando Enseñat y Berea, e il capo di Stato Maggiore della Marina, Antonio Piñeiro Sánchez. Presenti anche alti funzionari della Casa di Sua Maestà il Re Filippo VI, nonché rappresentanti del corpo diplomatico, del mondo politico, economico, culturale, giornalistico e della società civile italiana e spagnola.
All’esecuzione degli inni nazionali ed europeo da parte della Banda nazionale della Guardia Civil, è seguito il discorso dell’ambasciatore d’Italia Giuseppe Buccino Grimaldi, che ha ricordato come la costruzione della pace e l'affermazione della libertà siano tra gli atti fondanti della Repubblica, assieme alla vocazione per il multilateralismo in Europa, e richiamato tre momenti fondamentali del nostro percorso repubblicano: la sintesi dell’Assemblea Costituente tra visioni politiche anche molto distanti; l’ingresso dell’Italia come membro fondatore nella NATO nel 1949; la firma dei Trattati di Roma, nel 1957, con la nascita delle Comunità europee, di cui l’Italia è stata tra i sei paesi fondatori.
Dopo aver richiamato l’allocuzione a marzo del presidente della Repubblica all'Università di Salamanca in occasione del conferimento del dottorato honoris causa, in cui il capo dello Stato ha evocato la lezione della Scuola di Salamanca, il pensiero di Francisco de Vitoria e di Cervantes, come espressione di un umanesimo europeo che ha anticipato una concezione europea della dignità umana quale valore intrinseco, l’ambasciatore Buccino Grimaldi si è soffermato sulle sfide del presente, attraversato da un aumento delle disuguaglianze socio-economiche e dalle inquietudini per il futuro e per l'impatto delle nuove tecnologie. In questa prospettiva, l’ambasciatore ha invitato a una riflessione sull'enciclica Magnifica Humanitas di Leone XIV, che evidenzia la necessità di dotare l'innovazione tecnologica di un nuovo quadro spirituale, etico e politico.
Sul piano internazionale, Buccino Grimaldi ha fatto stato della continua erosione dei principi della Carta delle Nazioni Unite, della sistematica violazione dei diritti umani e del ritorno alla guerra come strumento di affermazione politica. Tuttavia, ha proseguito, due Stati profondamente europeisti come Italia e Spagna non si rassegnano alla deriva dell’ordine internazionale verso il Leviatano di Hobbes. In tal senso, l’ambasciatore ha evidenziato come l’Europa eserciti ancora una forza di attrazione molto intensa e conservi coesione e determinazione tra i suoi membri. Ne sono una dimostrazione il prossimo referendum in Islanda sull’adesione e l’allargamento verso i Balcani, una “riunificazione dell’Europa” nelle parole del vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri Tajani.
L’ambasciatore ha evocato anche il sostegno europeo all’eroica resistenza del popolo ucraino di fronte all’aggressione russa, ricordando la posizione del governo italiano, ribadita dalla presidente del Consiglio Meloni e dal ministro Tajani, sul futuro dell’Ucraina all’interno dell’Unione Europea.
Nel suo saluto, la ministra Saiz ha rimarcato il valore della mobilità tra i due Paesi, con migliaia di italiani che hanno scelto la Spagna per vivere e lavorare, ma anche sempre più spagnoli che hanno trovato in Italia opportunità per crescere personalmente e professionalmente. Ne emerge una realtà che, ha osservato, rafforza le nostre società e dimostra che la convivenza è una fonte di dinamismo, innovazione e prosperità.
Da parte sua, il ministro Grande-Marlaska ha sottolineato l’esemplare cooperazione italo-spagnola nella lotta alla criminalità organizzata, nella protezione civile e nella gestione delle migrazioni ed evidenziato il ruolo svolto da Italia e Spagna, anche quali Paesi di primo arrivo, nell’adozione del nuovo Patto europeo sulla migrazione.
Infine, il presidente Pedro Rollán, proseguendo nel solco europeista degli interventi precedenti, ha ricordato come l'adesione della Spagna alla Comunità europea, "un progetto di cui l'Italia è membro fondatore", abbia cambiato per sempre il DNA spagnolo.
Le celebrazioni istituzionali sono state arricchite dall’esposizione di tre vetture iconiche rappresentative dell'eccellenza automobilistica italiana, quali l’Alfa Romeo Montreal, la Ferrari 365 2+2 e la Lancia Flaminia Zagato Serie Uno. Le auto esposte sono state selezionate da Raul Aranda, presidente della Federación Española de Vehículos Antiguos, su invito del presidente della Fédération Internationale des Véhicules Anciens e dell'Automotoclub Storico Italiano, Alberto Scuro.
Particolarmente apprezzata dai presenti è stata la mostra fotografica nei giardini dell’Ambasciata, nata dalla collaborazione tra il MAECI e 1000 Miglia, eccellenza automobilistica italiana e simbolo di ingegno, creatività e tradizione, con l’obiettivo di rafforzare la presenza internazionale della Freccia Rossa, portando i valori, la storia e la cultura del Made in Italy oltre i confini nazionali, consolidando la reputazione delle eccellenze italiane e l’attrattività dei territori e sostenendo le filiere produttive, l’arte e il design.
Gli ospiti del ricevimento hanno potuto degustare un menù appositamente ideato da Degusto Eventi con la collaborazione dello chef della Residenza, Giuseppe Ferraro. Il percorso gastronomico ha proposto una selezione di specialità rappresentative delle diverse aree del Paese, dal Nord al Centro, dal Sud alle Isole, offrendo un viaggio attraverso la varietà e l'eccellenza del patrimonio enogastronomico nazionale. Attraverso i sapori, le tradizioni e le produzioni dei territori italiani, il menù ha inteso rendere omaggio alla ricchezza culturale e identitaria dell'Italia, evidenziando il ruolo della gastronomia quale espressione della storia, delle comunità e dei valori che accomunano il Paese. Un'iniziativa che ha contribuito a valorizzare, anche attraverso il linguaggio universale del cibo, l'immagine dell'Italia e delle sue eccellenze nel contesto internazionale. (aise)