Italiani nel mondo e dove trovarli (3)

ROMA – focus/ aise – Il progetto Filo Rosso ER, laboratori creativi e collaborativi nati e costruiti in rete dai giovani emiliano-romagnoli nel mondo, prosegue il suo cammino con un nuovo laboratorio online dedicato a un tema profondo e universale: la bellezza. L’appuntamento è per il prossimo 7 febbraio alle ore 11.00 (orario Cile-Argentina) sulla piattaforma online Zoom.
Un viaggio interiore per fermarsi, rallentare e interrogarsi su cosa significhi davvero “vedere”. Un invito ad andare oltre la superficie, tra parole, immagini, musica e natura, per riscoprire la bellezza che si nasconde tra le righe della quotidianità.
Diversi i relatori che impreziosiranno il laboratorio: Ana Iannetta (Buenos Aires, Argentina), ingegnere alimentare e project manager, oggi dirige progetti industriali orientati al benessere delle persone. Curatrice di Filo Rosso, porta una riflessione sul ritmo della vita e sulla produttività consapevole; Gino Ponzini (Mar del Plata, Argentina), che attraverso linee e parole esplora mondi immaginari, dove la curiosità diventa chiave per nuovi modi di vedere e sentire; Gaia Stroppa (Bologna, Italia), Co-fondatrice di intrigo.crochet, brand di prodotti all’uncinetto, e studentessa di Fashion Design allo IAAD - Istituto d'Arte Applicata e Design; Silvia Tagliaferri (Modigliana, Italia), esperta di psicologia del turismo che racconta viaggi ed esperienze con uno sguardo emotivo e consapevole; Joaquín Martinez Zucchini (Uruguay), produttore e beatmaker che racconta storie attraverso la musica; Magalí Pizarro (Patagonia, Argentina), comunicatrice e progettista culturale, lavora tra Patagonia e Italia sviluppando itinerari e progetti identitari. Ama creare spazi di incontro, dialogo e riconoscimento.
La partecipazione è gratuita ma l’iscrizione è obbligatoria scrivendo una mail a filorossoer@gmail.com indicando a quale laboratorio partecipare.
L’associazione Aire Sos ha lanciato questa settimana una petizione online con cui chiede a Farnesina e Governo “una riforma strutturale immediata dei servizi consolari, oggi sull’orlo del collasso funzionale”.
Nella petizione – che mira a raccogliere 100.000 firme per portare il dibattito nelle aule parlamentari – si sostiene che “nonostante il contributo di circa 109 milioni di euro annui versati dai cittadini tramite le tasse consolari, l’accesso ai servizi essenziali (passaporti, stato civile, cittadinanza) è diventato una "lotteria digitale". Il sistema Prenot@mi risulta costantemente indisponibile, con ritardi superiori a 8 mesi su molte importanti circoscrizioni consolari, insieme a barriere insormontabili per anziani e disabili”.
"Non chiediamo privilegi, ma il rispetto dell’Articolo 3 della Costituzione", dichiarano i promotori. "Ogni cittadino ha diritto all'uguaglianza. Pagare 116€ per un passaporto significa acquistare un servizio che lo Stato italiano ha il dovere di erogare in tempi certi. È una crisi gestionale, non dei singoli consolati, che va risolta mediante la riallocazione dei fondi esistenti a Costo Zero per il contribuente".
Con la petizione, quindi, si richiede: riforma totale del sistema di prenotazione digitale; dimensionamento del personale adeguato alla popolazione italiana presente; trasparenza sull’iter burocratico per ogni pratica; tempi garantiti con rimborsi automatici in caso di ritardi; priorità e assistenza dedicate alle fasce vulnerabili.
La petizione è disponibile a questo link. (focus\aise)